Nel M5S finisce in pagliacciata, pure Fico scarica Di Maio: “Arrabbiati e delusi per i suoi attacchi”





Da Il Giornale – Continuano a emergere profonde spaccature all’interno del Movimento 5 Stelle. Il duello a distanza tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte ha messo in luce due posizionamenti diametralmente opposti: da una parte chi si schiera dalla parte del ministro degli Esteri;

dall’altra chi prende le difese dell’avvocato e minaccia provvedimenti verso l’ex capo politico. Ai cori anti-Di Maio si aggiunge anche Roberto Fico, un pezzo grosso del M5S la cui opinione di certo non può passare inosservata.


L’offensiva di Fico

Gli animi nel gruppo grillino sono infuocati, tanto che ieri si è riunito il Consiglio nazionale che però – almeno per il momento – non ha dato il via libera all’espulsione di Luigi Di Maio. Il cartellino rosso è stato momentaneamente sospeso, ma di certo nei prossimi giorni le tensioni resteranno alle stelle.

Siamo arrabbiati e delusi. Non riesco a comprendere che attacchi su delle posizioni rispetto alla Nato e all’Europa che nel Movimento non ci sono e non se ne dibatteva prima. Subiamo una cosa che secondo me è mistificatrice, non aderente alla realtà“, ha detto a chiare lettere Roberto Fico. Che tuttavia ha preferito sviare sulla possibile espulsione: “Di questo non voglio parlare“.

Il presidente della Camera ha precisato che il Movimento 5 Stelle “è saldamente ancorato” all’Unione europea, alla Nato e al Patto atlantico. Per Fico si sta sbagliando comunque prospettiva: a suo giudizio non è in corso una diatriba tra Di Maio e Giuseppe Conte, ma “al massimo c’è un Movimento-Di Maio“. Come a dire che il M5S è compatto contro gli attacchi del ministro degli Esteri. In realtà i suoi fedelissimi stanno uscendo allo scoperto e pungolando l’operato dell’ex premier.

La replica

Da parte di Luigi Di Maio non è arrivata alcuna replica ufficiale, ma in campo è intervenuto il portavoce Peppe Marici: “Stupiti e stanchi per gli attacchi che diversi esponenti M5S, titolari anche di importanti cariche istituzionali, oggi hanno rivolto al ministro Di Maio“.

Il riferimento implicito è a Roberto Fico, che ha sferrato un attacco al titolare della Farnesina mentre rappresenta l’Italia al tavolo europeo del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo, dove si sta discutendo della guerra in Ucraina. “Il ministro Di Maio non replicherà a nessuno degli attacchi che sta ricevendo in queste ore. C’è un limite a tutto, ciononostante non si può indebolire il governo italiano davanti al mondo che ci osserva, in una fase così delicata“, ha fatto sapere il portavoce.

Un nuovo partito?

Tra le tante ipotesi circolate c’è quella che Di Maio possa fondare un suo nuovo partito o comunque aderire a una formazione politica di centro. Come scritto da Pasquale Napolitano su ilGiornale in edicola oggi, dagli ambienti del ministro tengono a escludere un interesse verso il progetto centrista con Renzi, Sala e Calenda. In tal senso Fico non si è espresso: “Non ho contezza di quello che fa fuori dal Movimento. Se si sta costruendo qualcosa lo vedremo solo vivendo“.

L’apertura formale di un procedimento nei confronti di Di Maio per ora viene messa nel cassetto. Questo però non ridimensiona lo spettro della scissione: sanare la situazione appare assai complicato, anche perché i toni e le invettive utilizzate non si possono cancellare. Occhi puntati sulla giornata di domani, visto che la risoluzione sullo stop all’invio di armi a Kiev potrebbe creare conseguenze imprevedibili sulla tenuta della maggioranza.

L’affondo della Taverna

Contro Di Maio si è scagliata anche Paola Taverna, tra i big dei 5 Stelle, che non ha nascosto il proprio disappunto verso le parole pronunciate dal ministro degli Esteri. Ci è andata giù pesante nell’intervista a La Stampa: ha accusato Di Maio di aver “mentito sulla risoluzione” e di comportarsi “come un centrista“. E nei fatti lo ha scaricato: “Non lo riconosco più come grillino, non è più il Di Maio dei primi tempi del Movimento“.

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