Nel 2020 non si può morire a 35 anni perché non vengono riconosciuti i sintomi di un infarto. Ciao Alessandro


Di Paola Pieroni –  Omicidio colposo, l’ipotesi di reato a carico di un giovane militare dell’esercito, in servizio a Civitaveccchia. Alessandro Tatti, 35 anni, era stato dimesso dalla guardia medica, dopo un malore. E rientrando a casa, ne aveva accusato un secondo, ma questa volta è stato fatale. Si era sentito male, durante una partita di calcetto, giocata nel suo paese d’origine a Sorradile, in provincia di Oristano e un suo amico lo aveva accompagnato al pronto soccorso. Una tragedia che ha scioccato parenti, amici e un’intera comunità, oltre l’11esimo Reggimento Trasmissioni, dove svolgeva il militare.

La visita dalla guardia medica, non avrebbe evidenziato particolari problemi, queste seconde le prime ricostruzioni dei fatti, per cui il ragazzo era stato dimesso, senza alcuna prescrizione medica. Al momento si ipotizza un infarto che non molta probabilità non è stato evidenziato da subito, con ripercussioni fatali. Intanto la Procura, ha disposto per la giornata di domani l’autopsia, per accertare le vere cause del decesso, mentre le indagini sono state affidate ai carabinieri di Oristano.

Tutto farebbe pensare, viste le premesse, ad un caso di malasanità, dove la guardia medica non avrebbe diagnostico l’infarto per imperizia. Aspettiamo il corso dell’indagine.

Ma nel 2020 non si può morire a 35 anni perché non vengono riconosciuti i sintomi di un infarto. Ciao Alessandro.

Paola Pieroni

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