Nei comuni PD gli italiani sono cittadini di serie B: a Milano il 64% dei sussidi agli stranieri (il 20% della popolazione)



da Il Giornale – A Milano, il sindaco Beppe Sala e la sua amministrazione sembrano preferire i cittadini stranieri. O, almeno, questo è quello che si evince dai tasselli messi insieme sulla base dei benefit che vengono elargiti dal Comune.

Dopo la prevalenza di borse di lavoro assegnate ai cittadini stranieri che, va ricordato, rappresentano circa il 20% della popolazione complessiva di Milano, e dopo la maggiore assegnazione di case popolari agli immigrati, ecco che da un’altra interrogazione di Silvia Sardone, consigliere comunale in forza alla Lega, emerge che anche sul fronte del sostegno agli affitti sono gli stranieri ad aver ottenuto maggiori agevolazioni.

Il welfare di Milano, ormai, sembra orientato per lo più a sostenere i cittadini non-italiani, piuttosto che quelli con cittadinanza italiana. Una sorta di discriminazione al contrario da parte della sinistra, che non si capisce cosa voglia ottenere. “Anche per quanto riguarda il contributo per il sostegno agli affitti la quota di immigrati beneficiari della misura è ben più alta di quella degli italiani: nel 2020, su 7458 richieste accolte dal Comune 4744 erano di famiglie straniere e appena 2714 di famiglie italiane“, denuncia Silvia Sardone.

Il 64,2% delle domande accettate. Possibile che, sul 20% della popolazione straniera residente, ci sia un’incidenza così elevata di famiglie, al contrario di quelle italiane che sono state, in numeri assoluti, quasi la metà rispetto alle straniere pur rappresentando l’80% circa della cittadinanza? Difficile credere che gli italiani siano tutti agiati economicamente, al punto che solo una minima percentuale abbia diritto all’accesso al contributo.

Se gli immigrati sono il 20% della popolazione milanese, quindi una netta minoranza in numeri assoluti, com’è possibile che usufruiscano sempre in misura maggiore dei contributi sociali? Bebè card, borse lavoro, sostegno al reddito, esenzione mense scolastica, ora anche il sostegno agli affitti su libero mercato o di alloggi dei Servizi abitativi sociali?“, si chiede giustamente Silvia Sardone. Una domanda retorica, che è destinata a non trovare risposta dall’amministrazione. “I numeri non mentono mai e confermano ciò che da anni sappiamo benissimo: per la sinistra gli italiani sono cittadini di serie B. Per loro vengono prima gli stranieri e non fanno nulla per nasconderlo. Anzi, lo rivendicano con misure di welfare calibrate proprio sugli immigrati“, conclude l’esponente della Lega.

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