Mussolini è in testa alle preferenze dei romani: la nipote del Duce con 4.900 voti è la più indicata sulle schede elettorali


Di Cristina Gauri – Roma, 5 ott — Lo spoglio capitolino procede a rilento, ma è ormai chiaro che lo scettro delle preferenze va consegnato al consigliere uscente di Fratelli d’Italia Rachele Mussolini, candidata anche quest’anno nella lista del partito di Giorgia Meloni. Fino ad ora la Mussolini ha totalizzato (dato parziale, ricordiamo) quasi 4.900 voti risultando così la più indicata sulle schede elettorali della Capitale, davanti a Maurizio Veloccia e Sabrina Alfonsi del Pd. Un bello stacco dal risultato ottenuto nel 2016, quando era stata eletta nella lista della Leader di FdI con 657 preferenze.

Rachele Mussolini è Miss Preferenze

Rachele è figlia di Romano Mussolini, grande jazzista e figlio di S.E. Benito Mussolini. Appassionata di politica fin da giovanissima, è stata eletta nel 2016 con la lista civica Con Giorgia Meloni sindaco, ricoprendo, nel corso del suo primo mandato, anche l’incarico di vice presidente della commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale. Durante la campagna elettorale delle ultime Amministrative Rachele Mussolini si è concentrata prevalentemente sul tema delle periferie tanto da proporne la creazione di un Assessorato a Tor Bella Monaca. «Le periferie sono una realtà troppo spesso trascurata che sempre più finisce per divenire ostaggio della criminalità, così come alla disabilità e all’edilizia residenziale popolare», ha più volte ripetuto.

L’interesse per le periferie

«Io sono affezionata alle periferie, sono stata più volte a Tor Bella Monaca e al Quadraro che non ai Parioli. Una scelta fatta per necessità: si dovrebbe cercare di andare dove più ci sono problemi, dove i sistemi di servizi sono a rischio collasso, dove le persone ti vogliono parlare.

La mia esperienza mi porta a occuparmi certo di mobilità e decoro, sono pronta a discutere sulla ripresa economica della città, valutiamo il valore delle partecipate, guardiamo con attenzione ai piani di zona, cerchiamo di capire come la pianificazione urbanistica possa aiutare la città», insiste Rachele Mussolini. «Ma se non ascolteremo le periferie sarà impossibile capire profondamente Roma. Cosa farò tra l’altro? Cercherò di essere ancora li, ancora con più costanza e continuità, per essere portatrice, in Assemblea Capitolina, della voce di centinaia di migliaia di persone che voce non hanno».

Cristina Gauri

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