Modena, tunisino scaraventa a terra una donna e tenta di stuprarla: ma lei lo riempie di botte e lo fa arrestare


Di VIGNOLA. «Una cosa che ci tengo innanzitutto a chiarire è che perché ci sia violenza non è necessario che sia consumato l’atto sessuale completo. Io ho subito un vero e proprio stupro. Voglio che la mia esperienza terribile possa essere di aiuto ad altre donne: il nostro corpo è sacro e nessuno deve permettersi di violarlo, in nessun modo».

Dalla voce della ventenne vignolese assalita sul Percorso Sole, alle 16,45 di mercoledì, si evince ancora tutto lo choc per l’episodio avvenuto poche ore prima. La giovane stava camminando nel tratto del sentiero in cui ci sono i campi di ciliegi. Improvvisamente, all’altezza del giardino presente nei paraggi, un tunisino di 25 anni si è avventato su di lei violentemente, abbassandole i pantaloni e calandoseli a sua volta.

La ragazza ha avuto la prontezza di picchiarlo tanto da liberarsi e chiamare i carabinieri. Il tunisino è stato arrestato in centro a Vignola per violenza sessuale e lesioni personali dai militari di Sassuolo e si trova in carcere. «Quell’uomo ha iniziato a seguirmi da quando sono uscita di casa – racconta la vittima – Io non avevo un abbigliamento provocante: indossavo i leggings lunghi neri con una maglia per nulla scollata. Avevo le cuffie. Mi ha seguito fino al pezzo di asfalto dove ci sono i campi di ciliegi.

Nel giardino che si trova in quel punto mi si è avventato addosso. Io l’ho picchiato in tutti i modi possibili. Poi, lui ha avuto un momento di lucidità e mi ha chiesto scusa, tirandomi su i pantaloni. Nel frattempo mi ha detto: “Scusa, scusa”. Io gli ho tenuto testa, ma avevo paura che mi picchiasse. Io sono scappata e nel frattempo ho preso il telefono e ho chiamato i carabinieri».

La ragazza si è imbattuta in un camminatore e in un ciclista. Successivamente, sul posto è arrivata una coppia insieme a un’infermiera che si è preoccupata di controllare le condizioni di salute della vittima.

«Pochi istanti dopo è passato anche il mio aggressore – dice la ragazza nel riportare l’episodio agghiacciante – Tre persone lo hanno visto e hanno testimoniato dai carabinieri, riconoscendolo». Una di queste lo ha fotografato, diffondendo l’immagine per rendere possibile l’identificazione e mettere in guardia gli altri cittadini.

«Ringrazio l’Arma e chi si è fermato per darmi una mano – aggiunge la giovane – Vorrei puntare l’attenzione sul Percorso Sole: è necessario fare qualcosa, perché non si è più liberi di camminare tranquilli. Spesso succede qualcosa di grave».

«Abbiamo visto quella ragazza a terra, parlava a telefono di una violenza e ci siamo fermati subito». Tra i soccorritori della giovane c’è un 59enne savignanese che si è recato in caserma per riconoscere l’aggressore e lo ha fotografato, consentendone l’identificazione. «Dopo la ragazza è arrivato questa persona, camminando – continua il 59enne – Lui continuava come se niente fosse. Noi abbiamo tirato fuori il telefono, scattandogli tre o quattro immagini. Lui ha chiesto: “Mi hai fatto una foto?”. E io: “Sì, così diventi famoso…”. Poi abbiamo avvisato gli agenti della Polizia locale. Poco dopo sono andato in caserma e, intorno alle 19 , hanno portato dentro l’aggressore e l’ho riconosciuto.

L’episodio ha creato profondo sconcerto in tutto il distretto. L’amministrazione di Vignola esprime «sincera vicinanza alla vittima e raccoglie la preoccupazione dei cittadini per quanto accaduto. Non è accettabile che una donna non possa svolgere attività motoria in sicurezza nella nostra città. Ringraziamo, pertanto, il pronto intervento dei carabinieri che ha consentito, nel volgere di poche ore, di individuare l’aggressore. Sarà naturalmente la magistratura a dover valutare le circostanze personali del giovane, ma il nostro pensiero va, innanzitutto, alla signora che si è trovata a doversi difendere da un attacco improvviso in un momento che avrebbe dovuto essere di relax e benessere». L’amministrazione pone, poi, l’accento sulla questione sicurezza indicando come sia «necessario, che il territorio dell’Unione Terre di Castelli possa contare su un Comando di Compagnia dei Carabinieri che abbia sede proprio nella nostra città. Come amministrazione di Vignola abbiamo individuato l’area dove dovrà sorgere la nuova caserma e lavoriamo per raggiungere questo obiettivo».

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