Ministro olandese dà ragione a Salvini: “Rackete poteva andare in Libia o Tunisia. Mai chiesto di venire in Olanda”


Mittente: Ankie Broekers-Knol, ministra liberal-conservatrice dell’immigrazione dell’Olanda, la nazione di cui la Sea Watch 3batte bandiera. Il destinatario è il Viminale. La lettera, scrive il Corriere della Sera, è stata spedita il 29 giugno intorno alle 22 e in sostanza sposa la sostanza del Salvini-pensiero sulla nave della ong tedesca rimasta 17 giorni in mare in attesa di sbarcare a Lampedusa. Sbarco che è avvenuto in violazione del nuovo decreto Sicurezza e per le modalità del quale (tra scontri e speronamenti) la capitana Carola Rackete è ai domiciliari. Pur specificando che “l’Olanda è pienamente impegnata a rispettare l’obbligo di salvataggio della gente in mare imposto dalla legge internazionale” precisa: “come lei (Salvini) giustamente dice, le operazioni della Sea Watch 3 non dovrebbero contribuire alle attività criminali dei trafficanti”. Vicino al ministro dell’Interno anche la posizione sulla capitana Carola Rackete. L’Olanda, dice ancora la ministra, non condivide “come lei (Salvini)” la decisione che ha preso di sbarcare sulle coste italiane, visto che poteva andare in Libia, in Tunisia o anche nel porto olandese di competenza. Ma “contrariamente a quanto lei (la capitana) dichiara nella sua lettera, non ha mai chiesto di sbarcare in Olanda“.

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