Milano, stazione sentrale di controllo: cittadina serba spacca la testa ad una donna a colpi di chiave inglese


di Cristina Gauri – Milano, 25 nov – Attimi di terrore a Milano, dove una cittadina serba di 24 anni è stata arrestata dalla Polfer in stazione Centrale: l’accusa è di tentato omicidio. La straniera avrebbe infatti aggredito con una chiave inglese un’altra donnaaprendole una profonda ferita in testa. Le forze dell’ordine l’hanno fermata nel mezzanino in piazza IV novembre. La vittima ha 39anni ed è stata soccorsa dal personale medico arrivato sul posto con l’ambulanza.

I fatti

La brutale aggressione ha avuto inizio oggi pomeriggio poco dopo le 16, quando alcuni pendolari presenti in stazione sono stati messi in allarme dalle urla della donna aggredita e hanno provveduto ad avvertire del fatto gli agenti della Polizia ferroviaria. Le forze dell’ordine si sono recate tempestivamente sul luogo della segnalazione. Qui la macabra scoperta: la 39enne riversa per terra con una profonda ferita alla testa che zampillava sangue. La donna, riuscita successivamente a riaversi dal trauma e dallo spavento, è riuscita a ricostruire la dinamica dell’accaduto alla Polfer: dapprima un uomo l’avrebbe aggredita nella zona di Galleria delle Carrozze, successivamente sarebbe stata la serba di 24 anni a colpirla in testa con la chiave inglese prima di fuggire.

Controllo della piazza

L’immigrata è stata tempestivamente individuata in stazione Centrale, a breve distanza  dal luogo dell’aggressione e pochi istanti dopo aver trovato la vittima esanime: fermata, la 24enne è stata arrestata e condotta in carcere. L’accusa è di tentato omicidio. La vittima dell’aggressione è stata soccorsa dal personale medico a bordo dell’ambulanza. Svariati pendolari presenti al momento dell’aggressione confermerebbero la versione della 39enne. Secondo le prime ipotesi degli agenti l’aggressione sarebbe avvenuta nell’ambito di uno scontro per il “controllo della piazza” di spaccio di stupefacenti della stazione Centrale tra gruppi di nomadi.

di Cristina Gauri

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