Milano, ragazzo gay massacrato di botte da 10 nordafricani: ma per la sinistra è colpa di Salvini e dei “fassisti”


di Gigliola Bardi – Sarebbero tutti nordafricani gli autori dell’aggressione a sfondo omofobo avvenuta a Milano nella notte tra sabato e domenica. A renderlo noto, riportando le parole del ragazzo gay aggredito, un 25enne di origine vicentina, è stato il Corriere della Sera. Le cronache finora avevano omesso questo dato, sebbene il racconto del giovane riferito dal Corsera fosse piuttosto circostanziato.

La testimonianza del giovane aggredito

“Erano almeno dieci, tutti quanti nordafricani. Non so riferire di preciso se marocchini, egiziani oppure altro”, avrebbe detto il giovane, specificando che il movente dell’aggressione è che “sono gay”. Il ragazzo, infatti, ha raccontato che, prima di aggredirlo, lo avevano deriso e insultato perché passeggiava mano nella mano con il suo compagno. L’aggressione, per la quale il 25enne ha riportato una prognosi di 10 giorni, è avvenuta nella zona delle Colonne di San Lorenzo, area di movida, ma anche di spaccio.

La “prova inequivocabile”: aggredito perché gay

Sul caso indagano gli agenti della polizia locale, con l’ascolto dei testimoni e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Il giovane allo stato attuale non avrebbe ancora sporto denuncia, né si sarebbe rivolto alle associazioni gay e, dal resoconto del Corriere, sembra che gli investigatori abbiano qualche dubbio sulla dinamica. Ma lo stesso giornale, nell’edizione di oggi, è stato in grado di anticipare che “una prova inequivocabile, acquisita da una fonte esterna a vigili e Comune, elimina i dubbi e conferma che l’iniziale mobilitazione degli agenti è stata legata al rintraccio di alcuni soggetti, forse proprio dieci come detto dalla vittima, i quali alla vista del 25enne, che camminava mano nella mano con il compagno, lo avrebbero dapprima insultato e deriso, e poi avrebbero deciso di passare all’azione in quanto infastiditi dal fatto che è gay”.

Per la sinistra è sempre colpa del “vento fascista”

Dopo l’aggressione esponenti del Pd e non solo hanno rilanciato la questione dell’approvazione della legge contro l’omotransfobia depositata alla Camera. In tutte le dichiarazioni si parlava di “clima d’odio” diffuso nel Paese, che avvelena soprattutto “le giovani generazioni”. Quale fosse il non detto di queste dichiarazioni, per altro già abbastanza chiaro, lo ha esplicitato senza mezzi termini il sito di informazione Globalist. Riportando la dichiarazione del deputato Pd, Alessandro Zan, relatore della legge, Globalist ha scritto: “A dire la verità a destra le leggi contro l’omofobia non sono molto gradite. Ma le discriminazioni e le manifestazioni di odio e intolleranza crescono insieme con il vento fascista che aleggia nella campagna d’odio dell’estrema destra e del fronte clerico-borghese-fascista che sempre essere riesumato all’insegna del nuovo oscurantismo“. Insomma, colpa della destra. Anche quando ad aggredire un ragazzo gay è, come sembra, un branco formato da immigrati.

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