Migranti, scoppia la bufera sui documenti falsi: Macron finisce sotto accusa. Interrogazione in commissione Ue


  – L’inchiesta sulle violazioni francesi al confine scuotono la politica. E mettono nell’angolo Emmanuel Macron, simbolo (ricordate l’ingresso trionfale con l’inno Ue?) degli europeisti e ora sotto accusa per l’operato della gendarmerie tra Mentone e Ventimiglia. Dopo l’interessamento del Viminale, che sulle attività francesi ha avviato degli “approfondenti”, ora il caso approda a Bruxelles.

Gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, infatti, hanno presentato una richiesta di interrogazione scritta alla Commissione Europea per chiedere conto dei “presunti respingimenti” (che presunti non sono, basta leggere qui) e delle falsificazioni dei documenti dei migranti da parte della polizia d’Oltralpe. Come rivelato dal Giornale.it, infatti, gli agenti di Macron nel tempo hanno modificato date di nascita dei migranti minori pur di rispedirli nel Belpaese. E un agente che opera a Ventimiglia ci ha confermato che spesso i documenti di rimpatrio (refus d’entré) “li compilano loro stessi (i poliziotti francesi, ndr) perché ci troviamo nomi inventati, minori che diventano maggiorenni. Si inventano anche l’età” (leggi qui). Un modus operandi confermatoci da diverse fonti qualificate e impegnate alla frontiera franco-italiana.

Due giorni fa era stata Giorgia Meloni a prendere carta e penna e vergare un duro post contro Parigi, definendo “assurdo” il comportamento di Macron. Ora Fdi torna alla carica, chiedendo conto all’Europa del comportamento del presidente francese. Domani una nuova inchiesta del Giornale.it mostrerà come il presunto buonismo francese faccia a pugni con la realtà dei fatti. “È facile fare gli europeisti con i porti degli altri, ed i gendarmi ai propri confini. È giunto il momento che Macron si assuma la responsabilità politica di quello che sta accadendo a Ventimiglia“. Nicola Procaccini (Fdi, coordinatore del Gruppo dei Conservatori nella Commissione immigrazione del Parlamento europeo), Raffaele Fitto (co-presidente del gruppo Ecr), Carlo Fidanza (capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles) e Raffaele Stancanelli (vicepresidente Commissione giuridica dell’Europarlamento ), attendono ora una risposta formale da parte della (nuova) Commissione di Ursula Von del Leyen.

Le attività francesi al confine sono già state in passato motivo di scontro col governo italiano. Ma ora sulla falsificazione dei documenti rischia di esplodere una bomba (politica). “Abbiamo chiesto all’esecutivo comunitario se intende compiere una valutazione dei fatti, allo scopo di chiarire il grado di liceità nell’applicazione delle regole in materia di asilo e di immigrazione da parte dello Stato francese – incalzano gli eurodeputati – Dove andrebbe a nascondersi Macron se venisse appurato che perfino i documenti dei minori non accompagnati vengono falsificati, pur di evitare una dovuta assunzione di responsabilità? È giusto che la Commissione europea si esponga, e chiarisca se i francesi stanno agendo seguendo le regole, oppure no“.

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