“Migranti in rivolta per avere Sky”. L’ordine dei giornalisti è costretto ad ammettere: “Non era una fake news”


 – “Migranti in rivolta per avere Sky”. Era il 10 agosto di un anno fa quando sui giornali – anche il nostro – veniva riporta la notizia di una singolare protesta al centro culturale San Paolo di Vicenza. Protesta che era stata raccontata il giorno prima dal Giornale di Vicenza e che ha in poche ore scatenato media e social network dopo che Fabio Butera – giornalista de Le Iene e Repubblica – aveva sostenuto in un post sul suo profilo Facebook che si trattava di una bufala e di una storia non verificata “per mancanza di tempo” dal collega vicentino.

Peccato che lo stesso giornalista sulle pagine del Giornale di Vicenza confermasse in quelle ore che i migranti protestavano per avere documenti, ma anche per condizioni di vita migliori, tra cui l’abbonamento ai canali satellitari. Come dimostrava anche un dossier inviato dalla cooperativa in questura qualche giorno prima. Non solo: una settimana dopo gli stessi richiedenti asilo ci avevano confermato che tra i motivi della rivolta c’era anche l’abbonamento ai canali di Sky calcio. Ma giornali e commentatori erano già incappati nel cortocircuito della fake news buonista della presunta fake news, che in realtà era una notizia vera.

Ora però arriva un’altra “sentenza” che ristabilisce la verità: il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti del Veneto ha deciso di “archiviare il procedimento” contro Valentino Gonzato, il giornalista che per primo aveva riportato la questione e finito nel mirino di esposti all’Odg. “Sono emersi elementi idonei a far ritenere non sussistente una sua responsabilità disciplinare“, dicono dall’ordine, sottolineando come “l‘articolo in questione, alla luce delle testimonianze prodotte, sia l’effettiva cronaca dei fatti accaduti, aventi una indubbia notiziabilità in ragione della particolare e inusuale richiesta fatta dai migranti alla questura e che pertanto la notizia sia confermata“. E ancora si spiega come “l’articolo non contenga notizie non vere, che le stesse notizie siano state verificate, anche da fonti che il giornalista, per ovvi motivi, non rivela, che non si ravvisano quindi elementi che possono far ritenere l’articolo segnalato un elemento di diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a migranti o richiedenti asilo“.

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