Migranti, il folle piano del ministro Lamorgese per smontare i Decreti Sicurezza di Salvini in tre mesi


 – Perché le modifiche al Decreto sicurezza siano pronte per il consiglio dei ministri, saranno necessari circa tre mesi. A confermare che i tecnici del Viminale sono al lavoro su indicazioni fornite dal presidente Sergio Mattarella (in particolare sugli aspetti che riguardano le multe alle organizzazioni non governative), è stato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Sul decreto sicurezza ci sono state segnalazioni da parte della presidenza della Repubblica, io ritengo che bisogna procedere in questi termini e stiamo lavorando su questo ed entro fine anno o al massimo l’inizio del prossimo riusciamo a portarlo in cdm“.

La questione migratoria

Chiarendo i temi della questione migratoria davanti al comitato Schengen, il ministro dell’Interno ha annunciato l’imminente attivazione di 300 nuovi posti nei centri di permanenza e rimpatrio e ha dichiarato: “Sono state anche avviate le attività per la realizzazione di altre strutture, per un totale di 160 posti“. Secondo quanto appreso, il Viminale continuerebbe a puntare sulla bozza di redistribuzione siglata a Malta il mese scorso tra Malta stessa, l’Italia, la Francia e la Germania. E allarmata dallo stallo delle trattative per la revisione dell’accordo di Dublino, il ministro ha detto: “Altri Paesi dell’Ue stanno manifestando una posizione favorevole all’accordo. L’aspetto volontario è quello che riguarda la rotazione dei porti. Per chi firmerà il pre-accordo, che poi diventerà un accordo definitivo, le quote saranno obbligatorie. Non le abbiamo indicate ora perché non sappiamo quanti Stati parteciperanno“.

“Rinnovare il sistema di asilo europeo”

Il titolare dell’Interno ha poi aggiunto la necessità di rinnovare il sistema d’asilo europeo “intervenendo, in ossequio all’obbligo di solidarietà, sul principio del Paese di primo approdo su cui si fonda il regolamento di Dublino“. E ha aggiunto: “Lo stallo del negoziato sulla riforma del regolamento condiziona negativamente anche l’iter delle altre proposte legislative sul sistema comune d’asilo. Il governo spingerà in Europa per un chiarimento a livello politico e il momento appare favorevole“.

Diminuiti i permessi di soggiorno

Secondo i numeri forniti oggi, sarebbero in calo le richieste d’asilo e dopo il Decreto sicurezza sarebbe diminuita la percentuale dei permessi di soggiorno per protezione umanitaria, arrivata al minimo storico dell’1%. In base a quanto riferito dal ministro, al 31 ottobre risulterebbero presentate 30.468 domande di asilo, con una diminuzione del 35%. Inoltre, secondo quanto spiegato da Lamorgese, le Commissioni avrebbero esaminato 81.162 istanze, riconoscendo la protezione internazionale nel 18% dei casi, in cui l’11% per status di rifugiato e il 7% per protezione sussidiaria. I no sono stati detti al 66% delle domande e la protezione umanitaria è stata concessa all’1% delle posizioni poste sotto esame.

Il tema rimpatri

Lamorgese ha poi fornito i numeri aggiornati sui rimpatri, che sono stati quasi 6mila nei primi dieci mesi dell’anno, in aumento a settembre e ottobre, ma sempre meno di un terzo rispetto alle espulsioni firmate dai questori. Secondo il ministro, un tasso di rimpatri insufficiente rischierebbe di “inficiare lo stesso sistema di deterrenza” e per questo l’Italia solleciterà “una più intensa azione della Ue”, sia per la negoziazione di nuovi accordi sia per il rimpatrio dei migranti già presenti. Fornendo numeri precisi, Lamorgese ha spiegato che, nel mese di ottobre, per quanto riguarda la Tunisia, si è registrato un aumento del 60% circa dei rimpatriati, in un arco di tempo in cui ne sono sbarcati 379 e ne sono stati riportati indietro 243.

Gli sbarchi: chi arriva e da dove

Il ministro ha specificato anche che delle 9.944 persone sbarcate in Italia dall’inizio dell’anno (il 55,5% in meno rispetto al 2018), 7.510 sono arrivate attraverso “sbarchi autonomi”, individuati quando erano già in porto o a terra. In base a quanto riportano i dati del Viminale, aggiornati al 31 ottobre, si contano 2.826 persone provenienti dalla Libia, 3.491 dalla Tunisia, 872 dall’Algeria e 2.431 da Turchia e Grecia, “con sbarchi diffusi su coste siciliane, calabresi e sarde“.

Le regole alle Ong

Lamorgese, intanto, starebbe valutando eventuali integrazioni al codice di autoregolamentazione per le navu umanitarie varato tre anni fa dall’ex ministro Marco Minniti: “Ho chiamato le ong al Viminale per dare loro delle regole. Non è che possono stare lì, in area sar libica, in attesa di vedere quel che succede. Io penso che il confronto sia sempre utile e poi volevo capire se rispettano il codice Minniti e se è necessario introdurre nuovi elementi: nel caso provvederò poi io a fare integrazioni al Codice“.

La chiusura dei centri di detenzione libici

Parlando del Memorandum Italia-Libia, Lamorgese ha dichiarato che saranno apportate modifiche e ha spiegato: “Prima di arrivare alla chiusura, che richiederà un po’ di tempo, miglioreremo le condizioni di vita soprattutto con il rispetto dei diritti umani“. Lamorgese ha poi fatto sapere che da parte di Fayez al Serraj esiste una disponibilità in tal senso.

Leggi la notizia su Il Giornale