Mes, Meloni asfalta Conte in aula: “Smentisce il suo Governo e ci riempie di menzogne. La manderemo a casa”

 – “Lei smentisce il suo Governo e ci riempie di menzogne“. Così il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, replica al premier Giuseppe Conte, dopo il suo intervento sul Mes alla Camera. “Lei ci ha letto 44 minuti di resoconti parlamentari sostanzialmente per smentire il suo Governo– ha detto la Meloni-Noi in Senato abbiamo votato contro per altro.


Lei ci ha fatto tutta la sua lezioncina sul rispetto del Parlamento e poi però la settimana scorsa il ministro Gualtieri ci ha detto che il Mes non è emendabile. Delle due l’una. Lei è un presidente che ci riempie di menzogne“. Secondo il presidente di FdI, all’Italia non converrebbe sottoscrivere il trattato che viene proposto. Poi, la Meloni accusa: “Conte ha dato l’ok”, alle modifiche al trattato, “in cambio dell’approvazione delle consorterie europee“.. Ma, con le modifiche previste dalla riforma, “il fondo salva Stati diventa un fondo salva banche”.

Il timore di Fratelli d’Italia è che il presidente del Consiglio abbia approvato le modifiche e “svenduto gli interessi italiani per la poltrona. Se non è così vedremo cosa fa Luigi Di Maio la prossima settimana. Il documento è emendabile“. Poi, un appello: “Votate contro e dimostrate che la vostra poltrona vale meno dei risparmi degli italiani“.

Giorgia Meloni ha annunciato che l’11 dicembre il suo partito presenterà alla Camera una risoluzione, per chiedere di non firmare la riforma al Mes: “Presidente Conte– avverte il leader di FdI- lei si è presentato come l’avvocato del popolo, non le permetteremo di diventarne il curatore fallimentare perché la manderemo a casa prima“.

Ma gli occhi (e il dito) non sono puntati solamente sul premier. Nel mirino dell’opposizione è finito anche Luigi Di Maio, cui la Meloni chiede: “Basta coi proclami: abbaiate alla luna sui giornali e vi nascondete con la coda tra le gambe dentro al Palazzo. Se ritenete davvero che questo trattato così com’è non si possa sottoscrivere, dimostratelo quando arrivano in Aula gli atti parlamentari”. Il trattato, infatti “è perfettamente emendabile e l’Italia lo può ancora fermare. Ed è lei che lo decide, Di Maio. Una volta tanto alzate la testa, riscattatevi“.

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