Meloni inchioda Conte: “Il Dl rilancia clandestini e scafisti”. “Vi siete occupati di tutto tranne degli italiani”


Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 21 mag – Il decreto Rilancio favorisce solo clandestini e scafisti, per il resto la “potenza di fuoco mai vista” non l’ha vista nessuno. E’ l’attacco sferrato da Giorgia Meloni a Giuseppe Conte alla Camera dopo l’informativa del premier sulla fase 2. “L’unico settore che viene rilanciato da questo decreto è quello dei clandestini, perché quella norma non è volta all’emersione del lavoro sommerso, è una sanatoria dei clandestini che lavorano in Italia, chiami le cose col loro nome presidente, perché se non le chiama col loro nome vuol dire che se ne vergogna“. Così la leader di Fratelli d’Italia punta il dito contro la misura tanto voluta dalla ministra renziana dell’Agricoltura Teresa Bellanova. “L’unico settore che rilanciate grandemente – incalza la Meloni – è quello degli scafisti, della tratta del terzo millennio, che grazie a voi da domani ricomincerà a fare più soldi di ieri. Ed è l’unico, e questo effettivamente fa venire da piangere anche a me”, dice la Meloni riferendosi alle tanto discusse lacrime della ministra Bellanova, “e forse anche a qualcuno che si chiede cosa rimane di autentico del M5S, perché aver dovuto mollare anche su questo, in cambio del sostegno renziano al sommo scarceratore di boss, Alfonso Bonafede, non deve essere stato facile per voi”

“Vi siete occupati di tutto tranne degli italiani”

Sul decreto con le misure per famiglie e imprese, approvato in Cdm con criminale ritardo e poi firmato dopo un’altra settimana da Mattarella, “lei diceva di ascoltare tutti gli interventi, ‘grazie grazie grazie’. E invece è avvenuto quel che era prevedibile sul mitologico dl Rilancio, già stato di aprile, già stato di maggio, come la contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare di fantozziana memoria. Siete scesi in conferenza stampa, c’è stato il colpo di teatro della ministra Bellanova, è finita che vi siete occupati di tutto tranne degli italiani, solo che il decreto non c’era: è uscito dopo una settimana”, sottolinea la leader di FdI.

“Nel dl Rilancio ci avete messo solo marchette”

“Che immagine dell’Italia date con questa superficialità? – va all’attacco la Meloni -. Che immagine di fronte agli imprenditori, agli investitori stranieri? Com’è, ci tenete tanto all’immagine dell’Italia nel contesto internazionale… La credibilità è nulla quando si lavora così, come è nulla la credibilità di un decreto che consta di 500 pagine. Se si volesse davvero rilanciare l’Italia per prima cosa bisognerebbe semplificare, altro che un decreto di 500 pagine e altrettanti cavilli. Cos’è, avete dovuto far scrivere una pagina per ciascun membro della task force così da non mortificare nessuno?“. Nel decreto Rilancio, è l’accusa della leader di FdI, “ci avete messo marchette, cose che non hanno nulla a che fare con la situazione in cui ci troviamo”.

“Avete messo 120 milioni per il monopattino, 50 sulla disabilità. E’ surreale”

A questo punto la Meloni inchioda Conte e il governo alle loro responsabilità con esempi concreti di scollamento dalla realtà sociale ed economica del Paese. Nel dl Rilancio “avete messo 120 milioni per il monopattino, 50 sulla disabilità, per voi valgono più i monopattini che i disabili. Smettete di parlare solo con chi vive in via Condotti e frequenta piazza di Spagna. E’ tutto surreale“. La Meloni attacca il governo su tutti i fronti, gli operatori del turismo “verranno da voi col piattino in mano”, “siete fissati col credito d’imposta, ma per avvalersene devi avere un fatturato e ci sono imprese che avranno il fatturato a zero, questo allora è il gioco delle tre carte. Il gioco forse è proprio questo: spendo i soldi ma poi i soldi non arrivano. Col dl liquidità aveva parlato di una potenza di fuoco mai vista, e infatti non l’ha vista nessuno…”.

“Presidente si rende conto della rabbia che c’è nel Paese?”

In conclusione, la leader di FdI esprime una condanna senza appello per come Conte sta gestendo l’emergenza economica scatenata dalla serrata generale di due mesi: “Presidente, non so se si rende conto della rabbia, della crisi che c’è nel Paese? – incalza la Meloni -. Lei ha avuto risorse mai viste prima, grazie al Parlamento che le ha concesso di spenderle, ora noi ci aspettiamo che quelle risorse vadano agli italiani. Le nostre proposte ci sono, c’erano ieri e c’erano oggi. Lei può continuare a ignorarle, ma noi non rinunceremo a fare le domande, quando le cose non funzionano lo diremo, saremo tra la gente e vi costringeremo ad ascoltare la voce degli italiani”.

Di Adolfo Spezzaferro

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