Meloni contro la “furia immigrazionista” di PD e M5S: “I clandestini vanno rimpatriati non coccolati e regolarizzati”


Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 18 ago – Giorgia Meloni torna all’attacco del governo giallofucsia sul fronte dell’immigrazione: “Gli italiani sono stanchi della furia immigrazionista della sinistra e del M5S, i clandestini vanno rimpatriati, non coccolati e regolarizzati“. In un post su Facebook la leader di Fratelli d’Italia ricorda che “la Bellanova in lacrime aveva raccontato che la sanatoria di massa dei clandestini fatta dal governo in piena crisi coronavirus serviva ad aiutare le aziende agricole e a salvare i braccianti dal caporalato”. “Era una menzogna, ovviamente, – è l’accusa – e ora i dati ufficiali lo certificano: su 207.000 regolarizzazioni, l’85% riguarda sedicenti colf e badanti (uomini), che con ogni probabilità si licenzierà appena ottenuto il permesso di soggiorno”.

Il flop della sanatoria tanto voluta dalla Bellanova

La Meloni punta il dito contro il flop della sanatoria degli immigrati irregolari tanto voluta dal ministro delle Politiche agricole, la renziana Teresa Bellanova. E in effetti i numeri parlano chiaro: nonostante la proroga al 15 agosto, al 31 luglio le domande presentate sono appena 148.594. Altro che 600mila regolarizzazioni sbandierate dalla Bellanova. Inoltre la procedura è complessa e posto che interessa soprattutto chi vuole regolarizzare le badanti – ossia gli anziani – non è proprio alla loro portata. Infatti per entrare nei portali online e avviare la procedura è richiesto lo Spid, ossia l’identità digitale: non esattamente l’equivalente di una fotocopia della carta d’identità, per intenderci. Infine, a detta degli esperti, la procedura costa troppo: un contributo forfettario di 500 euro che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare per ogni lavoratore.

Adolfo Spezzaferro

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