Meglio sospeso che sottostare al ricatto del regime, docente: “Il Green Pass è sottomissione politica, lede la Costituzione”





Non sono no vax“, ma “il Green pass è vergognoso e criminale” e “io non mi fermerò”. Parola di Gianfranco Pigozzi, docente di arte alla scuola secondaria Signorelli di Orvieto, che sui social si è scagliato contro il certificato verde obbligatorio per entrare a scuola.

L’insegnante però non è vaccinato, non ce l’ha e non intende nemmeno fare qualcosa per averlo. E ha deciso anche di interrompere i tamponi necessari per lavorare. Da martedì prossimo, dunque, rischia di venire sospeso dal lavoro e dallo stipendio per assenza ingiustificata.


“II Green pass è lesivo dei diritti costituzionali”, spiega Pigozzi, che ha appeso un cartello fuori dall’Istituto. “Il Green pass è vergognoso e criminale perché provocatoriamente disonesto nei confronti dei cittadini, violentemente lesivo dei diritti costituzionali, inutile per la prevenzione del contagio”. Si tratta, a suo avviso, di “un brutale atto di ricatto e sottomissione politica“. “Come libero cittadino mi sento discriminato, perché non mi sto sottraendo a nessun obbligo di legge ma sto compiendo una libera scelta”.

“Non sono no vax”, precisa però il docente. “Ho fatto fare alle mie figlie tutti i vaccini obbligatori ma sono molto perplesso sull’utilità e sull’efficacia di questo nuovo trattamento che non si può chiamare vaccino, in quanto non corrisponde alla sua definizione storica. Nella mia cultura c’è la scienza, ma in questa emergenza sanitaria vedo che questa è lasciata in mano ai tecnocrati e agli affaristi. Non vedo un potere politico che si pone come priorità la salute pubblica e la coesione della società”.

Finora ha speso 180 euro in tamponi, ma da questo momento ha deciso di dire basta: “Non mi fermerò finché il dibattito non sarà riportato in una situazione di confronto e in un clima di fiducia. Mi farò sospendere, con enorme dispiacere per i miei alunni. Ma spero almeno di insegnare loro a non piegare la testa di fronte alle ingiustizie”.

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