Masochismo, 65enne colpita da trombosi dopo AstraZeneca. Ora vuole pure la 2ª dose e si rivolge all’avvocato


Da CastedduOnline – Fa il vaccino AstraZeneca nell’hub vaccinale di Quartu Sant’Elena il 23 aprile. Pochi minuti di attesa, la puntura e via. Ma dopo circa tre settimane, per Maria Rosa Rapetti, 65enne di Pirri, inizia il calvario. La donna si sente male e si reca in uno studio medico. È il sedici maggio quando, referto tra le mani, si legge che, in seguito ad una ecotomografia color doppler venoso agli arti inferiori, tra le altre cose, è emerso un “ispessimento delle parti molli del sottocute ad ecostruttura iperecogena e disomogenea a livello del malleolo sinistro, il ramo venoso perimalleolare appare parzialmente ostruito da materiale trombotico (flebite) per un tratto di circa un centimetro”. Certo, non c’è nessuna correlazione ufficiale tra il vaccino e la trombosi, doveroso dirlo.

La questione, per la 65enne, è un’altra: “Sono in cura per almeno altri due mesi, sperando vada tutto bene. Due giorni fa son tornata per il richiamo vaccinale, ho portato ai medici tutte le carte mediche, chiedendo cosa dovessi fare. Mi hanno risposto che, prendendo l’eparina, sono tutelata. Ma io ho ricordato loro che non sono ancora guarita dalla trombosi, ho ancora un ematoma grosso alla gamba destra, non voglio correre rischi. Anzichè rimandare l’inoculazione hanno scritto che ho rifiutato il vaccino. è ingiusto e vergognoso, mi sono rivolta ad un legale per capire se si possa fare qualcosa.

La legale in questione è Daniela Loi, del foro di Cagliari: “La mia assistita si è presentata per la seconda dose, ma i dottori non hanno refertato che non potevano somministrargliela perchè non si trova nelle condizioni cliniche adatte, visto che ora come ora è un soggetto a rischio, ma hanno scritto che rifiuta il vaccino, nonostante abbia portato tutte le cartelle che dimostrano ciò che ha avuto, cioè un trombosi. Che ci sia il nesso tra la somministrazione e l’evento dannoso, eventualmente, lo può stabilire un medico, che il fatto sia avvenuto è fuori da ogni dubbio. Se la mia cliente vorrà sporgere querela sono pronta ad aiutarla”.

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