Malta respinge la Sea Eye che ora punta verso l’Italia. Con Draghi pugno duro con gli italiani, non con gli scafisti





Di Vittoria Fiore – Roma, 20 dic – Ormai la tendenza è evidente: con i non vaccinati Mario Draghi usa il pugno di ferro e impone durissime restrizioni; con Ong e clandestini, invece, porte e porti aperti. Una volta acclarato che il «liquidatore» è buono e accogliente, ecco che i «taxi del mare» hanno ingranato la quinta e ripreso a pattugliare le coste della Libia. L’ultima Ong in ordine di tempo a portarci il suo prezioso carico è la tedesca Sea Eye, che a bordo ospita 221 clandestini raccolti a ridosso delle coste libiche.

La Sea Eye punta l’Italia

«Ringraziamo le forze di soccorso italiane per aver preso in carico due persone dallo stato di salute precario», ha scritto l’equipaggio della Sea Eye sui suoi canali social. «Ora però, per evitare un peggioramento della salute di quelli rimasti a bordo, abbiamo bisogno di un porto sicuro». E quale sarà mai questo posto sicuro? Malta, forse? Neanche per sogno: l’Ong tedesca si trova già nei pressi delle coste siciliane in attesa del nulla osta delle autorità italiane.


È di nuovo invasione di clandestini

La situazione è sempre più critica: dopo il periodo felice di Salvini al Viminale, quando gli sbarchi erano stati praticamente azzerati, i clandestini sono tornati a spingere sulle coste italiane. Come già detto, ormai siamo tornati a numeri da invasione. Numeri che neanche il ministero dell’Interno nasconde: dall’inizio del 2021 a oggi sono sbarcati illegalmente 63.713 clandestini. L’anno scorso erano stati 33.394. In pratica, quasi il doppio. Nel 2019, erano stati appena 11.097.

Draghi l’immigrazionista

D’altra parte, Draghi è stato molto chiaro sulle politiche migratorie che intende portare avanti: l’obiettivo del suo governo è quello di «proteggere i più deboli con cordoni umanitari dai paesi più vulnerabili, rafforzare i flussi legali, che sono una risorsa e non una minaccia per la nostra società». Tradotto: i confini marittimi italiani restano e devono restare un colabrodo. Con buona pace dei talebani destrorsi di «Supermario», che vogliono tenere insieme gli elogi al «liquidatore» e la critica dell’immigrazione. Cioè il diavolo e l’acqua santa.

Vittoria Fiore

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