L’out-out di Salvini a Draghi: “Basta armi a Kiev, pronto a riunire Lega”. Poi attacca gli Usa: “No obbiettivi su sangue degli ucraini”





Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 10 mag – Matteo Salvini, come il leader del M5S Giuseppe Conte, è contrario all’invio da parte dell’Italia di nuove armi a Kiev ed è pronto a riunire la Lega per chiedere come vuole posizionarsi. Salvini torna quindi a commentare il vertice di oggi a Washington tra il premier Mario Draghi e il presidente Usa Joe Biden. Sul tavolo ovviamente ci sono le sanzioni contro la Russia e, appunto, le armi all’Ucraina.

Salvini: “Contrario a invio di altre armi a Kiev, pronto a riunire Lega”

“Conto che sul tavolo del presidente Biden arrivino richieste di pace e percorsi che portino al cessate il fuoco, non richieste di armi e percorsi che avvicinino ad una terza guerra mondiale che non vorrei lasciare in eredità ai miei figli.


Se ci fosse una richiesta di più armi dovrei riunire la Lega: io personalmente sono contrario, non sono il Re Sole, dovrei riunire la Lega e chiederlo alla Lega“. Soprattutto al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, aggiungiamo noi.

“Non possiamo più permetterci altri mesi di guerra”

Il leader del Carroccio ribadisce che “visto il contesto economico difficile, visto il tasso di disoccupazione, vista l’inflazione che cresce, visto il costo delle bollette di luce e gas, visto il costo delle materie prime, visto il caro benzina, il caro metano, il caro diesel, non possiamo più permetterci altri mesi di guerra. Arrivare alla pace subito è vitale, è questione di sopravvivenza. Dall’incontro Draghi-Biden mi aspetto che parlino di pace, lavorino per la pace e preparino la pace”.

“Noi – fa presente Salvini – non siamo in guerra contro nessuno, mi rifiuto di pensare che 60 milioni di italiani vogliano far la guerra. C’è un Paese che ha aggredito e un Paese che è stato aggredito, la Russia che ha aggredito e l’Ucraina che è stata aggredita: dopo quasi tre mesi da questa premessa contiamo alcune decine di migliaia di morti. E da più dichiarazioni si intuisce che entrambi le parti in guerra vogliano farla finita”, afferma.

Il leader della Lega critico con gli Usa

Infine il segretario leghista critica seppure indirettamente la posizione degli Usa rispetto al conflitto. “Nessuno nel 2022 vince la guerra sul campo, se qualcuno dall’altra parte del mondo vuole consumare su campi altrui propri obiettivi geopolitici non è il caso e non è il momento e non con il sangue degli ucraini, dei russi e degli italiani. Quindi – conclude Salvini – inviare nuove armi in un contesto come questo allontanerebbe la pace e non mi sembra assolutamente opportuno”.

Insomma, a leggere le parole del leader del Carroccio appare evidente che è in corso una “gara” con Conte su chi è più critico rispetto alla posizione del governo di aiutare militarmente Kiev. Peccato che entrambi i partiti siano nella maggioranza.

Adolfo Spezzaferro

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