L’isolamento della Russia? Nelle fantasie dei leader occidentali e dei media di regime. Poi c’è il mondo reale



da ByoBlu –  L’isolamento della Russia? Potrebbe essere un’invenzione dell’occidente. E, per come si è abituati alla propaganda mediatica che scambia il vero con il falso e viceversa, forse si può credere a questa ipotesi. Secondo quanto scrive il quotidiano spagnolo El Pais, nel mondo arabo, la maggior parte dei governi, anche quelli tradizionalmente vicini agli Stati Uniti, assumono una posizione ambigua nei confronti del conflitto in Ucraina.

Detto altrimenti, i Paesi arabi non si schierano apertamente con Washington nel condannare fermamente la Russia e la sua operazione militare in Ucraina. Secondo El País, in un sondaggio condotto per il quotidiano Arab News in 14 paesi arabi, è emerso che la stragrande maggioranza degli intervistati – il 66% – non ha espresso alcuna simpatia né per la Federazione Russa né per l’Ucraina. Allo stesso tempo, il 25% degli intervistati ha indicato la NATO come colpevole del conflitto.

Il 24 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un’operazione militare speciale in risposta alla richiesta di aiuto dei leader delle repubbliche del Donbass. Successivamente, gli Stati Uniti ei loro alleati hanno imposto sanzioni su larga scala contro la Federazione Russa e intensificato le forniture di armi a Kiev.

Nei giorni successivi è iniziata una vera e propria campagna mediatica per mettere in cattiva luce la Russia, cosa che continua ancora oggi, ma che, stando a quanto scrive il quotidiano spagnolo, avrebbe fatto presa solo in occidente.

Nell’opinione pubblica extra-europea si è fatta strada la consapevolezza che nel conflitto in Ucraina il ruolo della NATO non sia da sottovalutare e che tale ruolo destabilizzi l’intera Eurasia. Intanto la Cina ha fatto sapere che invierà un contingente militare in Russia per esercitazioni congiunte.

Ufficialmente Pechino ha fatto sapere che l’iniziativa non è legata alla situazione in Ucraina, ma, dopo la visita di Nancy Pelosi a Taiwan che ha profondamente irritato i cinesi, c’è la voglia di mostrare i muscoli e soprattutto di far sapere agli americani che Russia e Cina sono più vicine di quanto si possa pensare.

L’esercitazione è denominata Vostok e si terrà dal 30 agosto al 5 settembre e coinvolgerà, oltre a quello russo e cinese, anche gli eserciti di India, Bielorussia, Mongolia e Tagikistan.

Pechino sottolinea che esercitazioni simili sono state già effettuate in anni recenti e che il loro obiettivo è quello di “approfondire la cooperazione pratica, e amichevole, tra gli eserciti dei Paesi che vi partecipano; aumentare il livello della collaborazione strategica; rafforzare la capacità di risposta a varie minacce alla sicurezza”.

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