L’incapace Azzolina umiliata dall’immunologa: “Lei non sa la differenza tra test sierologico e antigenico” (Video)


Di Vittoria Fiore – Roma, 21 ott – Non è la prima volta che Lucia Azzolina fa una figuraccia, e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Ospite di Lilli Gruber nello studio di Otto e mezzo, il ministro della Scuola ha infatti mostrato una volta di più la sua goffaggine. «In questo momento servono i test rapidi nelle scuole», stava spiegando con fare professorale, «perché noi non possiamo mandare in quarantena i nostri studenti perché hanno un raffreddore o hanno un’influenza. Bene l’Emilia-Romagna, che in questo momento ha messo a disposizione i test – ho sentito oggi il presidente Bonaccini – affinché possano andare studenti e personale scolastico a farli».

La lezione dell’immunologa

Peccato solo che, a questo punto, intervenga l’immunologa Antonella Viola, presente in collegamento, per bacchettare il ministro. Quelli messi a disposizione da Bonaccini, spiega l’esperta, sono test sierologici e «non servono a fare quello che sta dicendo lei, ministra, quello che serve sono i test antigenici rapidi». Insomma, è vero che i test rapidi andrebbero introdotti nelle scuole, continua l’immunologa, ma «i test rapidi all’interno delle scuole servono per il monitoraggio, il sierologico no». Lo «spiegone» della Viola va avanti mentre la Azzolina ascolta impietrita, conscia di aver detto l’ennesima castroneria.

Azzolina bocciata

Il ministro, però, non demorde e prova a rilanciare: «Io mi sono confrontata con esperti e membri del Comitato tecnico-scientifico. Dobbiamo distinguere: se sei positivo al Covid e devi fare un controllo nella classe è chiaro che serve quello che dice lei. Ma se mandiamo i bambini in quarantena perché hanno un raffreddore o un’influenza serve il test che dice lei o serve intanto accertarci per capire se c’è la possibilità che sia Covid o che sia altro? Qui c’è tutto un dibattito nella comunità scientifica». Ma l’immunologa non apprezza la supercazzola e gela nuovamente la Azzolina: «Non c’è alcun dibattito, il sierologico non serve per fare diagnosi ma è uno strumento epidemiologico per capire qual è la prevalenza dell’infezione nella popolazione. Non si usa a livello individuale per dire se c’è il Covid o no». Insomma, anche stavolta il ministro dell’Istruzione ha rimediato una sonora… bocciatura.

Il video

Vittoria Fiore

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