L’ex direttore dell’Ema smentisce Draghi: “Evitare il vaccino ai bambini e no alla terza dose per tutti”


Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 23 ott – “Se la circolazione del virus restasse così bassa, il vaccino dei bambini under 12 potrebbe essere evitato“: parola di Guido Rasi, ex direttore dell’Ema, Agenzia europea per i medicinali, e consulente per la campagna vaccinale del generale Figliuolo.

Rasi peraltro considera “non scontata la copertura dei più piccoli, così come non lo è la terza dose a tutti”. Insomma, un esperto fuori dal coro di quelli che vorrebbero far vaccinare i più piccini, così come estendere la terza dose a tutta la popolazione (scenario per ora non previsto). Ma soprattutto Rasi pone l’accento su un dato di fatto che viene volutamente minimizzato – per perseverare con l’allarmismo: il virus circola sempre di meno.

Rasi: “Con circolazione virus così bassa può essere evitato vaccino ai bambini”

In un’intervista a La Stampa, il professore ordinario di Microbiologia a Roma Tor Vergata spiega che nonostante la leggera crescita dei positivi legata ai tanti tamponi per ottenere il green pass, “il tasso di positività rimane stabile”. Ciò significa che il virus è sempre meno diffuso. “Anche se l’inverno è lungo ed è presto per cantare vittoria – precisa Rasi -. Un quadro chiaro si avrà a fine novembre, quando dovrebbe arrivare l’autorizzazione dell’Ema per la vaccinazione degli under 12. A quel punto si capirà se è davvero necessaria, così come la terza dose, cioè se la nostra immunità di comunità sarà sufficiente o meno”. La nostra situazione è migliore di altri Paesi, spiega l’esperto. “Negli Stati Uniti si nota una crescita di casi pediatrici, ma in Italia grazie a green pass e mascherine potrebbe andare diversamente”.

“Terza dose per tutti? Non è detto”

L’esperto resta cauto anche sulla necessità di un richiamo generalizzato. “Non è detto, saranno i dati dei prossimi due mesi a dirci quanto la popolazione sotto i 60 anni si reinfetterà. Intanto, giusta la terza dose ad anziani e fragili per prudenza”. Se si arriverà al 90% di vaccinati over 12 entro dicembre “sarebbe un ottimo risultato. La vaccinazione è rallentata, ma procede e migliora la nostra vita”. Per quanto riguarda coloro che preferiscono non vaccinarsi, c’è qualcuno che si può ancora convincere. “Ci siamo vicini, ma esistono ancora alcuni impauriti con cui si può ragionare – sostiene l’esperto -. La strategia del generale Figliuolo punta sui medici di famiglia, sull’accoppiamento con l’antinfluenzale e su una campagna personalizzata di convincimento”, conclude Rasi.

Palù dell’Aifa la pensa diversamente

La pensa diversamente invece Giorgio Palù del Comitato tecnico-scientifico, secondo il quale “è giusto considerare la somministrazione della terza dose di richiamo, detta ‘booster’, anche per le fasce di popolazione attualmente non indicate come prioritarie per età”. Per il presidente del Cda dell’Agenzia del farmaco Aifa, in un’intervista al Corriere della Sera, “man mano che la campagna vaccinale andrà avanti, sarà opportuno indicare il richiamo agli over 50. Successivamente agli over 40 e così via fino ai ventenni. Ma questo avverrà sulla base di scelte che saranno attuate alla luce dei risultati di studi pubblicati e in corso di pubblicazione”, precisa Palù.

Adolfo Spezzaferro

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