Le intercettazioni inchiodano l’infettivologo Galli, la segretaria: “Se va avanti così rischia di finire in galera”


Massimo Galli indagato. Sono bastate alcune intercettazioni a portare la Procura di Milano ad accusare l’infettivologo dell’ospedale Sacco di associazione, turbativa e falso. Al centro i presunti concorsi truccati su cui il 29 gennaio 2020 i giudici si sono espressi rilevando “un condizionamento”. “Quel giorno – riporta Il Fatto Quotidiano –  un dirigente dell’ospedale arriverà a dire: se va avanti così rischia di finire in galera”.

Sempre il 29 gennaio un’impiegata del nosocomio, in un’intercettazione agli atti, discute con la ricercatrice Claudia Moscheni di un bando per professore associato, dove Galli è presidente della commissione giudicatrice.

Il candidato da favorire sarebbe Agostino Riva. Chiamati i commissari, Galli spiegherebbe come fosse probabile che il secondo pretendente, Massimo Puoti, primario al Niguarda, non si sarebbe presentato. Nell’ottobre 2019, Galli al telefono con Claudio Mastroianni, primario all’Umberto I di Roma, commissario indagato per la vicenda, spiegherebbe che delle due candidature una sparirà per evitare casini. Questo, secondo i pm, il passaggio decisivo. Il rischio – prosegue il quotidiano di Travaglio – sarebbe stato di dover sminuire forzatamente il curriculum di Puoti rispetto a quello di Riva.

Altrettanto decisive le intercettazioni del 21 febbraio 2020, quando Galli viene avvertito della rinuncia di Puoti da un collega dell’Università di Brescia. A quel punto l’infettivologo avrebbe potuto tirare un sospiro di sollievo. E ancora, al telefono la segretaria di Galli Bianca Ghisi parla con Riva e gli passa il virologo, il quale in modo illecito secondo i pm, concorda con lui ciò che dovrà scrivere rispetto alle pubblicazioni. Dopo il confronto Galli leggerebbe al candidato cosa scriverà nel verbale sulle sue pubblicazioni. Il 14 febbraio è il giorno decisivo.

Galli e la commissione devono fare i punteggi rispetto alle pubblicazioni. I punteggi non ci saranno nemmeno verso sera, quando alle 19 Galli al telefono con Mastroianni spiega che ancora li sta facendo, fino a che i due concordano di assegnare oltre tre punti in più a Riva rispetto a Puoti. Il primario del Niguarda dice che lo hanno fregato. Poi l’ultimo atto, quello del 18 marzo: Riva sostiene la prova orale con a fianco Galli e collegato coi commissari mentre in un’altra intercettazione l’infettivologo ammette di aver tirato fuori dal fondo della classifica Riva portandolo avanti.

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