Le agghiaccianti parole dell’assassino tunisino di don Malgesini: “È morto come un cane, era giusto così”


Di Alessandro Della Guglia – Roma, 16 feb – “E’ morto come un cane” ed “era giusto così”. Sono le agghiaccianti parole pronunciate da Ridha Mahmoudi, il 53enne tunisino che ieri a Como ha aggredito alle spalle e ucciso a coltellate don Roberto Malgesini. Affermazioni da brividi, ennesima pugnalata vigliacca del magrebino irregolare che non mostra così alcun pentimento per aver commesso un ignobile omicidio. “Era giusto così”, stando a quanto riportato da Il Giorno, l’immigrato lo ha dichiarato alla polizia. Mentre davanti al suo legale, Davide Giudici, ha detto che il sacerdote è “morto come un cane”.

Espulso sei volte, era ancora in Italia

Sembra che dalle verifiche effettuate ieri dalle forze dell’ordine, il nordafricano abbia problemi psichici certificati, ma resta l’estrema gravità del crimine commesso e dei commenti a posteriori. Tra l’altro il tunisino non doveva neppure essere in Italia, visto che dal 2015 aveva accumulato ben sei denunce per violazione della legge sull’immigrazione. “Provvedimenti di espulsione non eseguiti fin dal 2015”, ha specificato la Caritas di Como. L’ultimo di questi provvedimenti è datato 8 aprile, ma era stato “sospeso” per il blocco dei voli dovuto all’emergenza coronavirus.

La doppia identità del tunisino

Ci sono però ancora tanti punti oscuri nei trascorsi di Ridha Mahmoudi, la cui vita in Italia è costellata di precedenti penali di vario tipo. Nome, luogo e data di nascita dell’omicida tunisino compaiono dal 2005 anche con una variante. Si sarebbe identificato spesso come Ridha Mahmoudi Ben Youssef, identità a cui sono legate: denunce per resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e un maltrattamento. Reati riuniti in un cumulo di pene con poi una sospensione condizionale. Le verifiche sulla doppia identità dell’immigrato magrebino sono ancora in corso, l’unica certezza è che dal 2015 Mahmoudi era stato accolto, sfamato e assistito da don Roberto Malgesini. Il sacerdote che ieri ha massacrato a coltellate.

Alessandro Della Guglia

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