L’Austria si ribella alla dittatura social e sfida Facebook: “Arroganti! Ma non ci lasceremo intimidire”


di Paolo Lami – L’Australia è il primo paese al mondo a ribellarsi alla dittatura dei Social aprendo, così, un precedente che potrebbe rappresentare una svolta contro le censure imposte dai proprietari dei grandi gruppi dei new media, dai Zuckerberg, dai Jack Dorsey. Il governo australiano ”non si farà intimidire” dal blocco predisposto da Facebook, avvertono da Canberra. Il primo ministro australiano, Scott Morrison,  ha risposto così, in maniera molto netta, alla decisione di Facebook, definita ”arrogante e deludente”, di bloccare la condivisione di link e notizie degli utenti in Australia, oltre che di sospendere l’accesso ad alcune pagine Facebook dei servizi di emergenza, come i vigili del fuocoservizi medici e meteo.

Ora queste ultime pagine sono nuovamente consultabili, dopo che Facebook è corso ai ripari parlando di ”un errore”. Ma resta lo schiaffo che l’Australia non intende affatto digerire. Nessuno pensa a una casualità.

La decisione di imporre il blocco segue una proposta di legge in discussione in Australia e che prevede la possibilità di far pagare a Facebook e Google per la condivisione di news.

La proposta di legge è stata giudicata da Google e Facebook come ”penalizzante”. “Le azioni di Facebook rispetto all’Australia oggi, interrompendo i servizi di informazione essenziali sui servizi sanitari e di emergenza, sono state arroganti e deludenti”, ha detto il premier Morrison.

“Sono in contatto regolare con i leader di altre nazioni su questi temi. Semplicemente non ci lasceremo intimidire“, ha avvertito Zuckerberg. E ha consigliato a Facebook di collaborare, in modo costruttivo, con il governo, ”come di recente ha dimostrato di fare Google”.

Insomma l’Australia non sembra per nulla intenzionata a sottostare ai diktat di Zuckerberg. Che rischia ora di pagare, in qualche maniera, anche la vergognosa censura attuata contro Trump al quale l’imprenditore californiano ha bloccato, con un gesto da satrapo, Facebook e Instagram.

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