L’ausiliaria Rsi della Decima Mas zittisce la “rossa” Alba Parietti: “Ci siamo sacrificati per difendere la patria” (Video)


Di Cristina Gauri – Roma, 3 mag – Una puntata di Diritto e Rovescio di fuoco quella di ieri sera. Dopo la fugace ospitata del segretario di CasaPound Italia Simone Di Stefano, la trasmissione, condotta da Del Debbio e messa in onda su Rete4, ha visto la presenza di Fiamma Morini, ausiliaria della Decima MAS. La donna, ora 94enne, ha fermamente difeso i principi veicolati dal fascismo provocando lo sdegno di più di un ospite. In particolare, la sua testimonianza ha letteralmente fatto “scapocciare” una Alba Parietti tutta labbroni e Resistenza, che non ha saputo controllare i suoi istinti di rabbia e a cui Del Debbio ha dovuto togliere l’audio del microfono.

La testimonianza di Fiamma

“Ho 94 anni, ho vissuto il fascismo, posso dire che sono figlia di due persone che hanno fatto la marcia su Roma – spiega Fiamma – quello che ho imparato a casa e a scuola sono stati l’amor di Patria, il rispetto, l’onestà, il rispetto delle leggi, delle persone, della natura — andavamo a piantare gli alberi il 21 aprile! Certo, il Fascismo ha fatto degli errori” e qui parte il primo embolo alla Parietti che ride sprezzante, “milioni di ebrei sono degli ‘errori’? “, e Fiamma le risponde pronta: “Tutti fanno errori, vorrei sapere Stalin che cosa ha fatto?”. Alché l’ex-soubrette alza la voce: “Perché volete giustificare gli orrori del nazifascismo tirando fuori ogni volta gli orrori di qualcun altro? Ognuno pensi ai suoi di orrori, voi non avete idea di cosa sia stato l’Olocausto“. “Se ha rispetto di me mi lasci parlare e stia zitta”, ribatte in tono fermo Fiamma. E la Parietti: “No non sto zitta, perché conosco la storia”. A questo punto un’Alessandra Mussolini esasperata dalla prepotenza della Parietti sbotta: “Quella di Fiamma è una bella testimonianza e noi dobbiamo sentire la Parietti”.

Alla fine la parola viene ridata a Fiamma: “Io non voglio dire che ho ragione, io voglio dire che ho vissuto un certo periodo nel quale veramente c’era più ordine, anche se non c’era una libertà completa”. E prosegue: “C’è stato un periodo di tranquillità e poi la guerra. Giusta, sbagliata, non sta a me giudicare, sarebbe un discorso troppo lungo. Cè stata la guerra, dichiarata da Mussolini ma anche dal Re. Quando c’è la guerra i militari devono difendere la Patria, ma lo devono fare anche i privati”. E conclude con la parte più bella: “Noi che abbiamo partecipato alla Repubblica Sociale lo abbiamo fatto perché l’8 settembre ci ha fatto capire che l’Italia era ridotta ai minimi termini, era ridotta all’obbrobrio, e allora l’amor di Patria ci ha fatto pensare che era meglio sacrificare il proprio tempo, la propria vita le proprie capacità nel difendere la patria”. E tutti gli altri, muti.

Di Cristina Gauri

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