Lampedusa, la rabbia della polizia: “Mancano misure di sicurezza. Siamo sotto organico e non protetti”


 L’hotspot di Lampedusa è al collasso. Sono oltre 700 gli migranti presenti ed ogni giorno continuano ad arrivare senza soluzione di continuità. Gli sbarchi sono così frequenti che non si riesce nemmeno a effettuare le visite consuete mediche (guarda la gallery). Secondo le nostre fonti, i migranti “vengono presi e portati direttamente al Centro, senza che nessuno abbia escluso tra loro la presenza di malattie infettive, covid19 compreso”.

Gli “ospiti” del Centro sono “ammassati in barba al distanziamento sociale e senza mascherina e i pochi che ne sono provvisti, la indossano in modo errato”, ci fanno sapere da Lampedusa. Ma, come se non bastasse, le operazioni di sbarco, controllo, trasporto e vigilanza nel Centro vengono, inoltre, effettuate da un numero esiguo di agenti di polizia “senza che siano garantite le minime condizioni di sicurezza, anche igienico sanitarie”. Quei pochi poliziotti presenti, inoltre, sono di conseguenza sottoposti a un’attività di servizio massacrante con doppi, tripli turni e spesso anche oltre senza alcuna interruzione. Gli agenti sono ripetutamente chiamati ad intervenire anche nelle pochissime ore che vengono loro concesse per cercare di recuperare un minimo di energie psico-fisiche. Questi, inoltre, per effettuare servizi di scorta in nave da Lampedusa a Porto Empedocle, sono dai loro compiti presso l’Isola di Lampedusa quali la vigilanza presso il centro d’accoglienza e il controllo degli sbarchi.

“Sono servizi che non solo non tengono conto delle prescrizioni ministeriali sulle unità da impiegare in proporzione al numero degli accompagnati, ma che di fatto contribuiscono ancora di più a dimezzare il personale presente sull’Isola”, denunciano le nostre fonti. “Se servono una o due squadre per l’accompagnamento in nave verso Porto Empedocle, sull’isola restano solo 30 agenti a gestire ogni tipo di emergenza”, aggiungono.

Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, sentito telefonicamente dal Giornale.it, denuncia la totale mancanza di qualasi cordone di sicurezza: “Anche la necessità di difendere gli appartenenti alla polizia di Stato da eventuali contagi è venuta meno perché ormai il contatto tra le persone, il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte degli immigrati clandestini all’interno del centro, le condizioni igieniche sono indecenti”. E aggiunge: “Noi lo abbiamo ribattezzato ‘hotel inferno’ perché le condizioni in cui versano gli immigrati e gli agenti di polizia sembrano un girone dantesco all’interno del quale non c’è sicurezza per nessuno. Pur non volendo entrare nel merito delle politiche sull’immigrazione che vuole adottare il governo, riteniamo che il modo in cui viene gestita questa emergenza e l’accoglienza di queste persone sia del tutto inaccettabile”.

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