Lamorgese ci riprova: nuova stretta del Viminale contro i cortei No-Pass, autorizzati solo sit-in con mascherina





Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 9 nov – Stretta del Viminale contro le manifestazioni dei no green pass: autorizzati solo sit-in e centri storici vietati, possibile obbligo della mascherina all’aperto per i manifestanti. Alla fine, mentre qualsiasi tipo di corteo o assembramento – a partire dai rave illegali – viene permesso senza alcuna restrizione, il giro di vite arriva solo per i cittadini che manifestano pacificamente contro l’obbligo della certificazione verde.

Stretta del Viminale contro le manifestazioni dei no green pass

Secondo quanto anticipato dal Corriere, niente più cortei che attraversano i centri storici e le strade dello shopping. Ancora, i manifestanti dovranno stare lontano dagli obiettivi sensibili e potranno organizzare soltanto sit-in, salvo determinate esigenze e a patto di fornire le dovute garanzie sulla sicurezza. Insomma, il modello applicato per il G20 di Roma esteso ai no green pass.

E’ questa in sostanza la linea dettata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a prefetti e questori. Le nuove regole saranno applicate già da questo sabato, in vista delle manifestazioni in programma. Il giro di vite – spiega il Viminale – è indispensabile per “garantire i diritti di chi dissente proteggendo però le attività economiche e la salute dei cittadini”. Tuttavia, dati alla mano, shopping e contagi non hanno minimamente risentito di queste manifestazioni.

Il giro di vite a Trieste

Eppure, se prendiamo il caso emblematico di Trieste, le autorità limitano la libertà di manifestare, perché – a tanto si è arrivato – i cortei aumenterebbero i contagi. Nella città che ha visto la protesta dei portuali, il prefetto Valerio Valenti ha deciso che fino al 31 dicembre sarà vietato manifestare in piazza Unità d’Italia.

E’ proprio qui che per settimane i no green pass si sono dati appuntamento. Ma a sentire il prefetto tali manifestazioni sono pericolose, viste “le situazioni di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’incolumità delle persone. Con modalità che hanno messo a repentaglio il patrimonio urbano pubblico e privato anche con lancio di oggetti verso palazzi tutelati dal ministero della Cultura”. E ora sempre a Trieste si è arrivati persino alle minacce di arresto per chi manifesta.

Adolfo Spezzaferro

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