L’alleanza tra PD e 5 Stelle per “schedare” le forze dell’ordine. Ira di Lega e polizia: “È vergognoso!”





 – Se non è un blitz, poco ci manca. Di sicuro manda su tutte le furie i poliziotti e profuma di sgambetto a Salvini, che sul dl Sicurezza Bis sta investendo (politicamente) molto. Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, dopo la ritrovata sintonia in Europa con l’appoggio alla Von der Leyen, tornano a trovarsi di nuovo dalla stessa parte della barricata. Contro la Lega e la polizia.


Sebbene Di Maio Zingaretti escludano a parole l’inciucio dem-pentastellati, Salvini teme che dietro gli ultimi tiri mancini dell’alleato (fondi alla Russia, elezioni commissione Ue) si nasconda la volontà di cancellare il verde dall’alleanza politica per sostituirlo col rosso targato Pd. “Sono già al governo insieme in Ue”, li ha pizzicati stamattina.

L’ultimo “indizio” arriva dalla Commissione Giustizia della Camera, dove in questi giorni i deputati stanno esaminando il decreto Sicurezza Bis. L’argomento ha già provocato l’orticaria al governo, con un vero e proprio scontro sugli emendamenti. Prima lo stop M5S all’aumento delle sanzioni per le Ong, poi il no all’allargamento delle competenze per il Viminale, infine la porta chiusa alla proposta leghista di inasprire le norme sulle espulsioni dei migranti. Per non parlare dellla bagarre sul pacchetto di modifiche a favore di Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. E, adesso, pure il doppio emendamento targato Pd e M5S per “schedare” i poliziotti impegnati in piazza a difendere l’ordine pubblico.

Nell‘elenco di proposte di modifica presentate a Montecitorio, ne spuntano due all’articolo 7 che puntano a identificare gli agenti schierati in strada. La prima porta la firma di Stefano Ceccanti (Pd), la seconda quella di Luigi Gallo e altri 4 grillini. Il dem vorrebbe imporre che i poliziotti espongano “in maniera visibile un codice di riconoscimento volto a consentirne l‘identificazione durante il servizio di ordine pubblico in relazione al reparto di appartenenza“. Certo, i numeri dovranno essere assegnati “secondo criteri di rotazione” per impedire che un agente resti marchiato a vita. Ma poco cambia. L’emendamento M5S è praticamente uguale (ampie frasi sono proprio identiche).

Entrambi i partiti (il Pd nello stesso testo, il M5S in un secondo emendamento) vorrebbero pure introdurre “micro telecamere sul casco o sull’equipaggiamento” per “la ripresa di quanto accade in situazione di criticità per l’ordine pubblico“. Si tratta di una richiesta avanzata anche dai sindacati di polizia, e che sa di contentino per far digerire l’amara pillola della schedatura.

A dire il vero, quella dell’identificazione dei poliziotti è un vecchio cavallo di battaglia. Già in passato avevano tentato un blitz simile. Salvini però si è sempre detto contrario, visto che gli agenti “sono già facili bersagli dei delinquenti”. Ora si ritrova con una nova gatta da pelare. Cosa farà il M5S? Forzerà la mano per dare ulteriore fastidio all’alleato? Non è un caso se anche i sindacati di polizia hanno notato il “tempismo sospetto” con cui i “due partiti che hanno un conto in sospeso con la Lega” si sono coalizzati “per chiedere qualcosa che metterà ulteriormente in pericolo l’incolumità dei poliziotti”.

“Questa è una vera dichiarazione di guerra alle Forze di Polizia – attacca Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp – in un momento storico fatto di attacchi virulenti, di criminalizzazioni velenose, di aggressioni e di attentati quotidiani all’incolumità dei servitori dello Stato, è vergognoso che si torni a dare addosso a chi lavora per la sicurezza del Paese”.

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