L’Aifa ha rifiutato 10mila dosi di monoclonali gratuite che potevano salvare migliaia di vite: aperta un’inchiesta


Di Cristina Gauri – Roma, 6 ott — Guai in casa Aifa. Secondo quanto riferito dalla trasmissione di Rete4 Fuori dal coro, condotta da Mario Giordano, l’Agenzia italiana del farmaco sarebbe sotto indagine contabile per un presunto danno erariale dovuto al rifiuto di 10mila dosi gratuite di anticorpi monoclonali. La decisione risale alla fine di ottobre del 2020, in un momento di risalita dei contagi da coronavirus in cui una tale fornitura di farmaci avrebbe potuto salvare migliaia di vite e alleviare il peso economico sul Ssn.

Perché l’Aifa ha rifiutato 10mila dosi di monoclonali gratuite?

Si legge nel comunicato di Mediaset: «Il programma è in grado di rivelare che la Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta sulla nostra agenzia del farmaco, con l’accusa di danno erariale, si parla di scelta pubblica non adeguatamente ponderata».

Sotto la lente d’ingrandimento della magistratura contabile si trova «la scelta dell’Aifa di aver rifiutato 10.000 dosi di farmaci monoclonali gratis, decisione presa nella riunione del 29 ottobre 2020, come rivelato alcuni mesi fa. Quello che ci si domanda è perché si sia detto no a ottobre per un farmaco che si è poi comprato a marzo» dopo l’approvazione, arrivata lo scorso febbraio. «Una domanda che era nata anche all’interno dell’agenzia».

Un verbale mai reso pubblico

Perché l’Aifa non ha mai voluto rendere pubblico il verbale della riunione, come richiesto dal Tar del Lazio? Su questo investiga la Corte dei Conti: «Perché sono state rifiutate quelle dosi e chi ha detto di no? Nicola Magrini, direttore generale Aifa, dovrà ora spiegare quanto successo in quella riunione, avvenuta con la casa farmaceutica Eli Lilly e rendere pubblico il verbale come richiesto dalla Corte dei Conti».

Una terapia efficace

Soprattutto, perché l’Aifa ha respinto diecimila dosi di un farmaco che avrebbe potuto salvare altrettante persone senza gravare sul Sistema sanitario nazionale? Gli anticorpi monoclonali, infatti, «hanno sempre dimostrato di essere una terapia efficace nella cura al Covid-19, come del resto la stessa Aifa ha ammesso autorizzandone l’uso, ma in un secondo momento. E pensare che l’Agenzia del farmaco inizialmente aveva addirittura negato di aver ricevuto un’offerta gratuita dall’azienda farmaceutica. Perché, cosa c’è da nascondere?».

Alcune settimane fa la trasmissione di Giordano aveva appreso di posizioni diverse sui monoclonali all’interno della stessa Aifa. «Nicola Magrini nei mesi più duri dello scorso inverno affermava con forza che l’approvazione dei monoclonali non era assolutamente in ritardo. Secondo il direttore non era tardi, ma alla Corte dei Conti hanno deciso di aprire un’inchiesta ipotizzando una scelta pubblica non ponderata. Perché non è stata accettata quell’offerta? Perché si è negata anche la sua esistenza e perché il verbale di quella riunione resta segreto?».

Cristina Gauri

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