La “virostar” Pregliasco ci rovina l’estate: “Sta arrivando il picco Omicron, mascherina anche in spiaggia”


Da Il Primato Nazionale – Roma, 28 giu — Pregliasco, ancora tu? «Ma non dovevamo vederci più?». Deve essere una sensazione terribile, intollerabile, perdere di rilevanza mediatica dopo due anni passati sul predellino a preconizzare scenari apocalittici, terrorizzare 60 milioni di persone, insultarle e autoincoronarsi fonte assoluta di sapere e verità scientifica (venendo puntualmente smentiti dai fatti e dalle statistiche).

Ma niente paura, con l’impennata dei contagi verificatasi negli ultimi giorni ecco i virologi-star da salotto televisivo fare tutti capolino dai loro anfratti. L’aumento della positività è il loro richiamo della foresta, la luna alla quale ululare le proprie teorie e proiezioni spacciate per scientifiche.

Pregliasco alla riscossa

Ecco dunque le previsioni di un Pregliasco, ormai totalmente ininfluente, il mister canzoncina di Natale — no, noi «Sì sì sì, sì sì vax, vacciniamoci» non l’abbiamo scordata — che il vizio di trattare gli italiani come cogli*ni evidentemente non l’ha perso e spara stancamente le ultime cartucce allarmiste a sua disposizione. Innanzitutto parla dell’infezione come se ci trovassimo ancora nella bolgia sanitaria di marzo 2020.

«Il Covid — spiega —  non si è affatto raffreddorizzato, Omicron è ben altro che un raffreddore». E poi via di totoscommesse: «Mi aspetto il picco di Omicron5 a fine luglio, e poi in autunno una nuova variante, per la quale dovrebbe esserci il vaccino adatto».

Mascherine anche in spiaggia 

Per questo secondo Pregliasco è vietatissimo abbassare la guardia, anche in spiaggia, anzi soprattutto in spiaggia. Via alla mascherina sotto l’ombrellone, quindi: «Va portata in spiaggia allo stesso modo di come portiamo gli occhiali da sole. Prima o poi Omicron ce la faremo tutti perché è un disastro, perché il virus sfugge e colpisce anche chi è guarito e anche i vaccinati».

Quindi perché la quarta dose? «E’ vero che Omicron crea situazioni meno pesanti», spiega contraddicendosi con quanto detto sopra, «ma c’e’ il rischio di incremento ulteriore nel numero dei casi, che sono sottostimati,  saranno circa 100mila al giorno secondo me», e i casi complessivi certificati «sono almeno 600mila ma in realtà saranno il doppio, più di un milione». Un milione di persone che al 99% non hanno bisogno di cure ospedaliere. Ma per il virologo della Statale siamo già in fase di peste manzoniana.

Cristina Gauri

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale