La storia di un’infermiera costretta a vaccinarsi da Speranza: “Emorragia e paresi dopo il siero”. La rabbia della sanitaria


Da Il Paragone – Un’infermiera di Treviso racconta la sua tragedia in seguito alla seconda dose di vaccino che le ha provocato un’emorragia cerebrale e una paresi durata 8 lunghissimi mesi. È un’altra della persone, tante, troppe, che ha subito effetti avversi in seguito al vaccino anti Covid. Ha raccontato a La Verità la sua storia e l’incubo in cui è sprofondata dopo l’inoculazione. Questa giovane sanitaria fa parte degli invisibili.

Quelli che in seguito al vaccino hanno riportato danni e effetti avversi gravi e sono stati abbandonati, per timore che le loro esperienze potessero in qualche modo fermare la macchina vaccinista messa in moto da Speranza&Co. Ma le loro storie vanno raccontate. Noi lo facciamo dalla prima ora, e continueremo a farlo. Soprattutto ora, che di tempo ne è passato abbastanza per vedere anche i primi esiti a lungo termine.

Racconta l’infermiera: “Dopo la seconda dose ho avuto un’emorragia cerebrale. Già dopo la prima ero stata male: mi erano venuti dolori dappertutto, sangue dal naso, vertigini, una spossatezza tale da non riuscire a fare alle scale. Ho fatto io stessa la segnalazione all’Aifa, ma mi hanno fatto comunque la seconda dose. Dopo la seconda dose, all’inizio, ho avuto tutta la sintomatologia che avevo già registrato dopo la prima, ma in maniera più forte. Avevo anche difficoltà a respirare, sempre sangue dal naso e vertigini. Poi, due mesi dopo l’iniezione, una sera, mi sono messa a letto e la mattina seguente mi sono svegliata con il corpo metà paralizzato e la lingua cadente”.

Continua il racconto l’infermiera: “Mi trovavo in casa da sola, ma avevo il telefono acceso vicino al comodino e sono riuscita a chiamare mio fratello: biascicavo, non riuscivo a parlare. Per fortuna lui aveva le chiavi di casa e mi ha portato subito al pronto soccorso. Mi hanno tenuto in osservazione per alcuni giorni, quindi sono tornata a casa. Ho dovuto fare fisioterapia per 4-5 ore al giorno, per mesi, per riuscire a recuperare i movimenti del corpo e pure l’eloquio, perché non riuscivo più a parlare bene. La paresi mi è durata otto mesi e per un anno quasi non ho più dormito la notte per la paura di svegliarmi con una nuova emorragia”.

“Anche adesso non sto bene – confessa sconsolata l’infermiera – faccio fatica a fare ogni cosa, devo stare attenta a non inciampare perché ogni tanto ho delle parestesie temporanee. Pensate che quando sono andata a lavorare, dopo 8 mesi, volevano farmi fare la terza dose in ambiente protetto, ma io mi sono rifiutata. Sono riuscita a farmi fare un’esenzione temporanea presso un hub vaccinale che mi è stata rinnovata di mese in mese finché è arrivato il sistema telematico e non mi è stata più rinnovata”.

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