La sfida di Salvini a Bibbiano: sul palco i genitori delle vittime. E le sardine difendono gli orchi: “Gogna mediatica”




  – Sono mondi che si oppongono e contrappongono. Forse più per volontà delle sardine che della Lega. A Bibbiano le due piazze rappresentano altrettante visioni incompatibili di politica. Il tanto atteso confronto a distanza è diventato realtà. Gli uni contro gli altri, le elezioni regionali alle porte e l’inchiesta Angeli e Demoni sullo sfondo.

Sono vicini eppure così distanti, Mattia Santori e Matteo Salvini. Le sardine si riuniscono in piazza Libero Grassi, dopo aver dovuto cedere la location principale al “nemico” leghista. Un’ora prima del via alla manifestazione (previsto per le 19) avevano già tappezzato l’area di striscioni contro il Carroccio, sintomo che l’ossessione non li ha ancora abbandonati. “Salvini prova a citofonare ai camorristi se hai il coraggio”, scrivono sui teli canzonando gli ultimi blitz dell’ex ministro. Sullo sfondo suonano le prime note di musica. Niente in confronto al concertone di Bologna, lì erano in migliaia qui molte meno. Eppure oggi in qualche modo è più simbolico. Si sono mobilitate, giura Youness Warhou, per “cercare di proteggere Bibbiano dalla gogna mediatica esercitata in questo ultimo anno”. Ma dietro si nasconde il desiderio di opporsi all’avanzata del centrodestra nel territorio rosso.

La Lega invece si raduna nella vicina piazza della Repubblica. Il paese di 9mila abitanti è blindato: 200 poliziotti, almeno 7mila persone attese in totale. Il palco allestito per l’occasione è senza simboli di partito. Nessun “Salvini premier” o Borgonzoni presidente”. Solo un netto “giù le mani dai bambini”. Intorno alle 14 il leader annuncia che prenderà la parola anche Paola Pellenghelli, la mamma del piccolo Tommaso Onofri ucciso nel marzo del 2006 durante un tentativo di sequestro. Nei giorni scorsi Antonella Conserva, protagonista di quel rapimento consumatosi nel sangue, ha ottenuto un permesso premio prima della fine della pena di 24 anni. La Pellegrini da quel palco urlerà la sua rabbia. È stata lei a chiederlo. “Quel bimbo è stato ucciso da tre bestie – dice Salvini – Chi a del male ai bambini deve marcire in galera”.

Ecco: i bambini. Bibbiano da qualche mese fa rima, suo malgrado, con “affidamenti illeciti”. È il paese simbolo dell’inchiesta Angeli e Demoni, dei piccoli strappati alle famiglie. Uno scandalo. Salvini a inizio manifestazione promette: non si parla di politica, solo di figli. Lascia solo “due riflessioni” e un impegno “da papà”: “Ci sono più di 26mila figli lontani dalle famiglie – dice – Se anche uno solo è lontano dalla mamma e dal papà senza giustificazione è dovere di un popolo dignitoso riportarlo a casa”. Sul palco leghista sfilano padri e madri. Raccontano di come si sono visti sottrarre i figli. Qualcuno lascia dei pupazzi. Parlano di “rapimento”. “Mio padre un giorno mi ha visto piangere – racconta una donna – e mi ha chiesto: “Cosa hai?”. Gli ho detto: “La putèina, la putèina. Vogliono prendermi la bambina”

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