“La gallina non è un animale intelligente”. Delirio degli animalisti contro Cochi e Renato: “Irrispettosi verso gli animali”


Di Ilaria Paoletti – Milano, 8 lug – “La gallina non è un animale intelligente” cantavano Cochi e Renato negli anni ’70. Avreste mai pensato che queste parole potessero scatenare l’odio degli animalisti? E’ il 2021, quindi … si.

Cochi e Renato, l’ira degli animalisti

Sono passati cinquanta anni dall’uscita del primo album in studio di Cochi e Renato dal titolo Il poeta e il contadino, nel quale era contenuto il pezzo La gallina che originariamente era uscito nel 1973, scritto a quattro mani con Enzo Jannacci, una traccia contenuta nel disco è tornata a far parlare di sé.

“La gallina non è un animale intelligente”

Adesso “La gallina” è la pietra dello scandalo della “guerra” mossa dagli animalisti dell’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) che attraverso un comunicato diffuso sul proprio sito web dichiarano: “La canzone La Gallina cantata da Cochi e Renato e scritta insieme a Jannacci è un inaccettabile insulto agli animali, in particolare nella strofa dove si dice che: “La Gallina non è un animale intelligente lo si vede da come guarda la gente”, e per questo motivo andrebbe perlomeno modificata togliendo dalla stessa strofa la parola ‘NON’ in quanto in quella parola sta l’insulto verso i polli e le galline”.

“La canzone fa piangere gli italiani”

“Ci rendiamo conto che si tratta di una canzone di altri tempi, quando il rispetto per gli animali non esisteva”, si legge poi nella nota degli animalisti contro Cochi e Renato. Si legge ancora nel comunicato degli animalisti: “Erano altri tempi, tempi in cui l’amore per gli animali ed il rispetto per loro erano cosa per pochi. Se allora questo linguaggio era prassi comune, oggi i tempi sono cambiati, così come è cambiato il linguaggio e la percezione del sentire comune verso le altre creature che popolano la terra, per questo sarebbe il caso di superare definitivamente anche con delle modifiche di canzoni che allora facevano sorridere, ma che oggi rischiano invece di far piangere la stragrande maggioranza degli italiani“.

Ilaria Paoletti

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