La famosa “democrazia” dell’UE, von der Leyen annuncia la censura: “Bloccheremo tutti i media russi”


da ByoBlu – La tensione tra il blocco occidentale e quello orientale inizia a diventare palpabile. In seguito alla decisione della Russia di invadere l’Ucraina, annettendo le regioni separatiste di Luhansk e Donetsk, la risposta di NATO, Europa e Stati Uniti d’America è stata quella di condannare il gesto di Vladimir Putin.

Una situazione di forte tensione geopolitica, che vede per l’ennesima volta nella storia la contrapposizione tra Stati Uniti e Russia, con l’Europa nel bel mezzo. Tra sanzioni, chiusure dei rapporti commerciali, e avvallamento di truppe in Ucraina, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen spiega che c’è un nemico in particolare da sconfiggere: la disinformazione.

Ue: “Banniamo i media russi”

“Bloccheremo la macchina mediatica russa nell’Unione europea – ha affermato la presidente della Commissione europea -. Russia Today, Sputnik e consociate non saranno più in grado di diffondere le loro menzogne per giustificare la guerra di Putin. Stiamo sviluppando strumenti per ‘bannare’ la loro tossica e nociva disinformazione in Europa”, ha aggiunto Von der Leyen.

Da tempo l’ex ministro della Difesa tedesco si fa fiera promotrice di una corretta e sana informazione. Lo si è percepito in particolare nel corso dell’emergenza sanitaria, quando informazioni che andavano in contrasto con la narrazione europea venivano presto bollate come “disinformazione”. Quanti fini secondari si celano però dietro a questo progetto?

Il “ministero della Verità” europeo?

La preoccupazione è che gli “strumenti” presentati da Von der Leyen servano in realtà a instaurare una sorta di “ministero della Verità” sovranazionale, il cui compito sarebbe quello di scremare l’informazione, facendo arrivare all’opinione pubblica la “verità” confezionata dalle istituzioni e pronta per essere digerita dai cittadini europei.

Proprio per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, negli ultimi giorni i media mainstream si sono resi protagonisti di gaffe e diffusione di fake news. Un esempio su tutti, le immagini di un videogioco di guerra mandate in onda nel corso del TG2 in un servizio riguardo agli sviluppi del conflitto. Tuttavia, la diffusione di rappresentazioni della realtà distorte, sempre se da parte dei media allineati, non sembra preoccupare governi e istituzioni europee.

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