La durissima replica di Salvini a Conte: “Ora parla come Renzi. Contro di me insulti alla Saviano”


– Dopo il discorso di Giuseppe Conte in Aula in cui il premier ha annunciato le sue dimissioni, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha lasciato i banchi del governo e accomodandosi tra gli scranni del Senato del gruppo della Lega ha replicato alle parole del premier: “Rifarei tutto”, ha esordito.

Poi ha rivendicato la sua richiesta per un voto anticipato: “Io non ho paura del ritorno al voto e del giudizio degli italiani”. Sottolineata la volontà di ritornare al voto, Salvini ha a sua volta affondato il colpo su Conte: “Mi spiace presidente che mi ha mal sopportato per questi 14 mesi, mi ha definito ‘preoccupante’, ‘incosciente’, ‘pericoloso’, bastava un Salviano qualunque per raccogliere tutti questi insulti”, ha affermato il vicepremier. Poi una stoccata a tutti quei parlamentari che hanno criticato la scelta di Salvini di aprire una crisi in agosto: “Si può aprire la crisi a giugno, a settembre, ma non ad agosto”. Salvini a questo punto ha rivendicato il suo operato da ministro degli Interni: “Restituisco ai cittadini un’Italia più sicura”.

Salvini è un fiume in piena e nel suo discorso parla anche dei rapporti tra l’esecutivo e l’Europa: “Io non voglio un Paese come un cagnolino, non dobbiamo dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo, siamo un Paese libero”. Poi l’attacco durissimo a Conte citando quel famoso video in cui il premier conversando con la cancelliera ha chiesto consigli per la campagna elettorale per le europee: “Io non ho mai parlato di queste cose con la Merkel, non ho mai chiesto aiuto su come fermare un avversario politico”. Inevitabile un accenno al governo dell’inciucio che sta per nascere: “Vi vedo a fare la riforma del lavoro con Renzi, padre del Jobs Act e la commissione d’inchiesta sulle banche con la Boschi”. Il ministro ha poi sottolineato che in diversi Paesei, Polonia e Spagna si va al voto già ad ottobre e “non ci sono disastri”. Sul fronte dell’immigrazione poi afferma: “In Italia si arriva con le carte in regole e non sulle navi delle ong”. Salvini dunque ha “restituito il favore” al premier Conte con un discorso di fuoco che ha acceso l’Aula. Nel corso del suo intervento è anche intervenuto il presidente del Senato, Casellati, che ha chiesto ad un senatore di rimuovere un cartello. Salvini poi è entrato nel merito della manovra che verrà chiedendo una legge di Bilancio coraggiosa. Il titolare del Viminale ha sottolineato la volontà della Lega di dare vita ad una manovra che non sia di fatto “schiava” di Bruxelles: “Ci stiamo lavorando da mesi”. Insomma con lo scontro in Aula tra Salvini e Conte è sceso il sipario su questa governo che dopoi 14 mesi chiude i battenti. Ora la palla passa nel campo del Quirinale..

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