La cultura della morte, un “valore” del PD: sindaco dem linciato per aiuti alle mamme per non abortire


Da Il Giornale – Chivasso (To) Il Pd di Chivasso – alle porte di Torino – va in tilt sui diritti civili e critica aspramente il suo sindaco per un contributo della giunta a favore della maternità e delle madri con difficoltà economiche. Le più infuriate sono le donne, tanto che l’assessore al bilancio Chiara Casalino si è astenuta dal votare la delibera che elargisce poco più di 4mila euro al locale Centro di aiuto alla vita, noto per le sue posizioni antiabortiste.

I fondi saranno utilizzati per acquistare pannolini, latte e corredi ai 59 bambini tra i tre ed i cinque anni, attualmente in carico all’associazione e per sostenere – si legge nella delibera «le donne in difficoltà nel portare avanti la propria gravidanza e perseguire l’obiettivo di fornire un aiuto concreto e immediato alle persone». Finalità che ha scatenato la bufera all’interno del partito, tanto da minacciare di far crollare la maggioranza.

Ed è stata proprio l’assessore Casalino a dar voce al malcontento: «Ben vengano – ha spiegato – le iniziative per aiutare le persone in difficoltà, ma ritengo che ci sia una contraddizione non superabile tra lo statuto di questa associazione e le linee programmatiche dell’amministrazione di cui faccio parte». Anche perché l’autodeterminazione delle donne è un tema presente nelle linee programmatiche dell’amministrazione che si è insediata in primavera.

Contraria anche il consigliere dem Cristina Peroglio: «Le finalità del Cav – ha detto attaccando il sindaco del suo partito -, dichiaratamente antiabortiste, contrastano con il mio pensiero politico e la mia sensibilità di donna. Il diritto all’aborto è uno dei grandi diritti civili per cui le donne si sono battute e, anche se non contesto la bontà del progetto, non si può non tener conto che è in totale contrasto con la linea politica di questa amministrazione».

Ancora più pesanti le dichiarazioni di Claudia Buo – consigliere di minoranza ma con un percorso politico che guarda a sinistra: «Il sindaco del Pd ha adottato pratiche conservatrici e ultra-meloniane. Come donna, cristiana e madre considero questa una vergogna». A buttare acqua sul fuoco, ci prova Massimo Corcione, segretario Pd di Chivasso: «Il fatto che il Pd creda nell’autodeterminazione delle donne, non significa che la giunta non possa erogare il contributo. Il Pd non ha affinità con questa associazione ma credo che a prevalere sia stato il senso del sociale».

Non si scompone il sindaco Claudio Castello che, stupito da tanto clamore, difende la scelta della sua giunta ed il contributo all’associazione: «È un tema sociale, aiutiamo le famiglie che hanno bisogno». Di certo il primo cittadino non poteva immaginare che un contributo a favore di minori e mamme in difficoltà, scatenasse una faida interna al Pd con uomini e donne su due fronti opposti.

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