La clamorosa protesta dei ristoratori contro Draghi. Il presidente di Mio Italia strappa e brucia l’F24 in diretta (Video)



di Luisa Perri –  “In diretta Facebook ho strappato l’F24 preparato dal mio commercialista con il quale avrei pagato l’acconto Iva, che scade il 27 di questo mese. Ho invitato i ristoratori italiani, non solo di Mio Italia, e tutte le partite Iva, a fare altrettanto. E’ legittima difesa, la nostra, è l’unico modo che abbiamo per ribellarci a una politica che vive ad anni luce di distanza dai problemi di chi lavora e fa impresa”. Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria Mio Italia, Movimento imprese ospitalità.

“Il mio gesto – ha spiegato – rappresenta pure un regalo di Natale al Governo, per contraccambiare a tutti quelli ricevuti in queste tre stagioni di gestione fallimentare della pandemia. A cominciare dai ridicoli risarcimenti per le forzate chiusure (non legittimate dalla scienza), per proseguire col salasso-bollette e con il pagamento in un’unica soluzione delle cartelle di rottamazione. Siamo in emergenza, ma alle misure sanitarie non vengono contrapposte misure economiche. E il fisco ogni giorno bussa alla nostra porta”.

“Strappate gli F24 in scadenza il 27 dicembre”

“Ora i ristoranti sono aperti, ma vuoti. In questo periodo di feste non abbiamo il pienone, ma il deserto. Perché la gente ha paura, visto che la doppia dose di vaccino non garantisce la lunga protezione assicurata, e non è stata raggiunta alcuna immunità di gregge, nonostante 108 milioni di somministrazioni. In questa situazione, il super green pass confonde, invece di aiutare. Ma ora basta, i miei soldi, i nostri soldi, non li avrete. Invito tutti i ristoratori, tutte le partite Iva, a strappare gli F24 in scadenza il 27 dicembre”, ha aggiunto Paolo Bianchini. Il presidente dell’Associazione, 45 anni, a Viterbo ormai da anni è il titolare di uno dei ristoranti di maggiore successo: l’Osteria del Vecchio Orologio.

Il presidente di Mio Italia ai microfoni di Radio Radio

“Abbiamo fatto il calcolo precedentemente al Natale 2019 – ha detto Bianchini ai microfoni di Radio Radio – quindi senza considerare le giornate di Natale e Capodanno, e siamo al 40% in meno. Considerando la tendenza di quello che sta avvenendo in questi giorni, c’è il rischio di andare, rispetto al dicembre 2019, almeno al 50%-55% in meno, quindi il paradosso è: locali aperti ma vuoti. Così hanno anche la giustificazione per non risarcire, a differenza dell’altro anno in cui ci hanno chiuso le attività di ristorazione”. Oltre al danno, la beffa

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