La chiesa tedesca sempre più “eretica”, preti benedicono le coppie omosex “calpestando” Bibbia e dottrina


Di Cristina Gauri – Roma, 11 mag — In aperta disobbedienza al Vaticano e a 2000 anni di magistero, da ieri centinaia di sacerdoti cattolici tedeschi hanno cominciato a benedire le coppie gay in tutto il Paese. L’iniziativa — con tanto di hashtag #liebegewinnt (l’amore vince) — ha coinvolto le parrocchie di tutta la Germania, da Berlino a Monaco di Baviera ed è promossa da sacerdoti, diaconi, teologi e dal movimento di riforma cattolica Maria 2.0 in protesta al recente provvedimento della Congregazione per la Dottrina della Fede, emanato con approvazione diretta di Papa Francesco, in cui si vieta ai sacerdoti di benedire le coppie gay.

I sacerdoti tedeschi benedicono le coppie gay

Con 23 milioni di seguaci, la Chiesa cattolica rimane la più grande comunità religiosa della Germania. Ma i banchi delle chiese sono sempre più vuoti la domenica e le ordinazioni sacerdotali languono. Devastati dalle recenti perdite fiscali correlate alle defezioni dei fedeli — in Germania chi è affiliato a una parrocchia o comunità religiosa deve sottostare al pagamento di una tassa — risulta abbastanza chiaro come molti sacerdoti tedeschi stiano puntando al ricambio di fedeli attirando le coppie omosessuali con lo specchietto per allodole della — finta — benedizione. 

L’amore vince

Si legge sulla piattaforma di #liebegewinnt, dove è presente la lista di parrocchie coinvolte nell’iniziativa: «L’amore è una benedizione. Le persone che si amano sono benedette. Non rifiutiamo una cerimonia di benedizione. Lo facciamo sotto la nostra responsabilità di pastori, che promettono alle persone nei momenti importanti della loro vita le benedizioni che solo Dio dà. Rispettiamo e apprezziamo il loro amore e crediamo anche che le benedizioni di Dio siano su di loro».

Sarà scisma?

Le voci su un possibile scisma della Chiesa tedesca ormai girano incontrollate da settimane. E se in principio il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Georg Batzing, aveva aperto alla possibilità per i sacerdoti di benedire le coppie gay, ora il prelato mette le mani avanti e frena. Pur restando sostanzialmente dalla parte dei «ribelli». «Non considero iniziative pubbliche come quelle programmate per il 10 maggio un segno utile e una strada che porti lontano. Le celebrazioni di benedizione hanno la loro dignità teologica e il loro significato pastorale e non possono diventare strumenti di manifestazioni o azioni di protesta», ha fatto sapere.
Dal Vaticano si è espresso il cardinale Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la Vita. «La Chiesa ha le braccia aperte per tutti, in qualunque situazione si trovino ma la benedizione – ha spiegato, ritornando sulle parole del card. Lusi Ladaria, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – è un sacramentale ed è legato al sacramento del matrimonio». Cioè l’unione tra uomo e donna. La «benedizione» inscenata dai sacerdoti tedeschi, in buona sostanza, continua a essere carta straccia.

Cristina Gauri

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