La campionessa di sci Sofia Goggia: “I trans non devono gareggiare con le donne. Donne sono donne; gli uomini, uomini”





Di Vittoria Fiore – Roma, 17 apr – Nelle ultime ore ne stanno parlando tutti. E c’è qualcuno che trascorrerà una Pasqua non particolarmente serena. In particolare le lobby Lgbt: se già stanno schiumando di rabbia per il successo cinematografico della «transfobica» J. K. Rowling, adesso ci si è messa anche la sciatrice Sofia Goggia. In una lunga intervista al Corriere della Sera, infatti, la campionessa di discesa libera ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno fatto andare di traverso la colomba a diverse persone.

Una Goggia anti-Lgbt?

Tanto per cominciare, la sciatrice risponde così a una domanda sul femminismo: «Credo che le donne debbano lottare per i loro diritti, compresa la parità di retribuzione. Ma le donne sono donne; gli uomini, uomini». Bene ma non benissimo, secondo i dettami del politicamente corretto. Poi, la pietra dello scandalo: ci sono omosessuali tra gli atleti? «Tra le donne qualcuna sì. Tra gli uomini direi di no. Devono gettarsi giù dalla Streif di Kitz…».


Come a dire: un gay non sarebbe in grado di affrontare una discesa di quella difficoltà. E ancora: è giusto che i trans gareggino con le donne? «A livello di sport, un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più. Non credo allora che sia giusto», risponde la Goggia mandando su tutte le furie le lobby Lgbt.

Orsini e la propaganda

Ma non è finita qui. Tanto per non farsi mancare nulla, la sciatrice bergamasca confida al Corriere che attualmente sta studiando scienze politiche alla Luiss. E che – orrore – presto dovrà dare l’esame con il professore più chiacchierato d’Italia: Alessandro Orsini. «Non trova bizzarre le sue idee sulla Russia?», chiedono con malizia gli intervistatori Aldo Cazzullo e Flavio Vanetti. «Al contrario: le trovo stimolanti. Dobbiamo sempre preferire la discussione alla propaganda». Inevitabile, a questo punto, la rivolta dei «fiocchi di neve». Dalle bordate anti-Lgbt all’elogio di Orsini, infatti, la Goggia si è fatta parecchi nemici.

Vittoria Fiore

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