Ius Soli, la Germania stoppa la follia PD: “No alla cittadinanza facile ai figli degli immigrati. Rischio per l’Europa”




 – “I nuovi italiani diventeranno sostanzialmente cittadini europei e perciò potranno spostarsi ovunque in Europa”. Un concetto che sembra non piacere (eufemismo) in Germania. Già perché la Die Welt ha lanciato una sorta di allarme sulle proprie colonne, scrivendo un pezzo d’approfondimento sullo ius soli, sogno del cassetto del Partito Democratico nostrano.

“Un passaporto Ue per chiunque sia nato in Italia?”, ha appunto titolato il quotidiano tedesco, analizzando le conseguenze dell’entrata in vigore, in Italia, della cittadinanza ai figli degli immigrati nati nel Belpaese.

In terra teutonica molti – tra cui Angela Merkel – avevano appena tirato un sospiro di sollievo visto l’esito delle elezioni regionali in Calabria e soprattutto in Emilia-Romagna. Non è infatti un segreto che la Cancelliera e la “sua” Cdu (forse non interamente) tifasse contro la Lega e Matteo Salvini, temendo che un’eventuale sconfitta del centrosinistra provocasse la caduta del governo Conte-bis, amico – si sa – dell’Europa e della stessa Berlino. Ora però in Germania è tornata un po’ di paura, ma questa volta c’entra il Pd.

Come riportato da Italia Oggi, dal sollievo si è passati all’inquietudine. Il piano dei dem di riconoscere la cittadinanza italiana ai figli degli extracomunitari nati sul territorio dello Stivale non piace e fa “strano”, visto che lo ius soli non esiste ad oggi in nessuno Stato europeo. E in Germania proprio non riescono a concepire la cosa.

Il timore, della Die Welt e non solo, è sostanzialmente il seguente: se l’Italia dovesse regalare la cittadinanza, i nuovi italiani diventerebbe di fatto europei, e in quanti tali possono girovagare indisturbati per il Vecchio Continente, e per tutta la Germania, da Monaco di Baviera a Berlino.

La Welt dà spazio a un’intervista all’europarlamentare del Partito Democratico Lia Quartapelle, che sostiene: “Non è ammissibile che un bambino nato in Italia, che sia andato a scuola, debba attendere i 18 anni per poter diventare italiano”. Le parole della dem fanno aggrottare la fronte ai tedeschi anche perché un numero sempre minore di bimbi stranieri ha ottenuto il passaporto con su l’aquila.

La legge sulla cittadinanza italiana può essere riformata, vero, perché è ancora troppo macchinosa e burocratica, ma da qui a regalare la cittadinanza ce ne passa. E lo ius soli, anche secondo cittadini e politici tedeschi, non è un sentiero percorribile perché non rappresenta una scorciatoia ragionevole.

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