Invasione, record di sbarchi nel 2021: le varianti di coronavirus sempre più importate dall’estero


Da Il Tempo – Sono sempre più le varianti che arrivano dai paesi esteri e molti Stati si proteggono come possono limitando viaggi e chiudendo confini del proprio paese. Non l’Italia, che proprio in questo periodo critico è tornata a registrare un boom di ingressi di migranti clandestini (i cosiddetti profughi sono una minoranza assoluta) come non si vedeva da quattro anni, dal 2017. Dall’inizio dell’anno sono arrivati con i barconi 5.668 migranti contro i 2.553 dell’anno scorso nello stesso periodo e i 271 del 2019.

La cifra è superiore anche ai 5.247 migranti del 2018, in mesi in cui l’Italia era in condizioni simili a quelle vissute a febbraio: in uscita il governo di Paolo Gentiloni e nuovo governo tutto da formare. Il vero boom di sbarchi questa volta è avvenuto a febbraio: 3.895 contro i 1.211 dello stesso mese nel 2020 e addirittura i 60 registrati a febbraio 2019. Anche marzo inizia malissimo con 734 migranti già sbarcati contro i 241 degli stessi giorni del 2020 e i 262 dell’analogo periodo nel 2019. E’ ricominciata dunque la tratta dei poveracci con scafisti e qualche ong misteriosa che sono diventati la corsia principale per l’Italia che a differenza degli altri anni sta tornando ad essere il luogo di prima scelta dei trafficanti di uomini.

Negli anni precedenti preferivano approdare in Spagna o in Grecia e il traffico verso le coste italiane si era assai ridotto. Gli schiavisti sono uomini di affari, e per consigliare loro di girare al largo era bastato fare la faccia feroce al governo di turno con ministro dell’Interno Matteo Salvini per fare loro cambiare rotta. Luciana Lamorgese evidentemente li ha invece rassicurati allargando le braccia e dando loro il messaggio di benvenuto con la tigna che ha messo nel cambiare i decreti sicurezza. Solo che ora al di là dei problemi di ordine pubblico i migranti rischiano di importare con facilità le varianti del virus che circolano abbondanti in Africa. A loro fanno meno danni, perché la popolazione è giovane e spesso infettata in modo asintomatico. Per una popolazione anziana come quella italiana invece il rischio è ben più alto. Ma sembra che nessuno ci badi in questo momento…

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