Inciucio giallorosso, siamo alla farsa: ormai è rissa tra PD e M5S per spartirsi la poltrona da premier




Ma evidentemente chi ha rimesso sul tavolo il nome dell’attuale presidente della Camera non aveva fatto i conti con il grillino “duro e puro”. Roberto Fico ha deciso di sfilarsi. “Intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo”, dicono fonti vicine alla presidenza di Montecitorio.


E anzi il nome sul tavolo rimame quello di Giuseppe Conte. Del resto lo stesso Beppe Grillo rilancia un vecchio elogio al premier uscente definendolo adatto a svolgere l’incarico grazie ai suoi “requisiti fondamentali”. E poco dopo arriva pure la telefonata di Luigi Di Maio a Nicola Zingaretti. Secondo “fonti qualificate” il grillino avrebbe nuovamente proposto il nome di Conte, evidenziando che tutto il Movimento “è leale” nei confronti del presidente del Consiglio uscente e che non accetta veti su questo.

L’ipotesi Fico piace soprattutto all’ala più ortodossa – quella che fa capo proprio a lui – del movimento, ma anche al Pd. E non solo perché da presidente della Camera è riuscito a tenersi fuori da provvedimenti e decisioni prese dal governo Conte. Ma anche perché più volte con le sue uscite ha dato prova di essere ben più vicino ai temi cari alla sinistra di altri esponenti grillini. Come ad esempio le lotte per i diritti dei gay, ma anche per lo ius soli e una visione favorevole all’accoglienza e contraria alla chiusura dei porti. Basti pensare a quel pugno chiuso sventolato il 2 giugno 2018 alla fine della parata per la festa della Repubblica o alla dedica a “migranti e rom” della stessa ricorrenza quest’anno. O ai molti scontri con Matteo Salvini sulla politica anti ong e la sua plateale uscita dall’aula quando sono stati votati i decreti sicurezza.

Ma con il suo rifiuto si riaprono i giochi. La trattativa – assicurano i due partiti – va avanti. Per ora i dem lavorano al programma e ai dossier da portare al tavolo coi 5 Stelle. Il tempo però sta per scadere: per martedì Sergio Mattarella ha indetto nuove consultazioni. E pretende un accordo concreto per un governo che non rischi di cadere di nuovo tra pochi mesi. Altrimenti scioglierà le Camere e si tornerà al voto.

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