In Spagna si rispetta la Costituzione e i cittadini restano liberi: dai tribunali il No al green pass per sentenza





Di Antonio Siberia – Sarà che hanno avuto il Caudillo, Francisco Franco, al potere sino al 1975 – in pratica sino a quarantasei anni fa – ed hanno riscoperto il piacere delle libertà da meno di mezzo secolo ma gli spagnoli e la Spagna al Green Pass, questo passaporto verde per fare cose che un uomo libero dovrebbe fare senza bisogno di permessi dall’Autorità e tantomeno di controlli, hanno detto no.

Con la sentenza arrivata in queste ore dal tribunale della Galizia – una regione del nord – l’obbligo della Carta Verde, pronunciata in inglese Green Pass (mai nome fu più mellifluo e politicamente corretto per una limitazione dei diritti di liberi cittadini), rimane di fatto escluso in tutte le regioni del Paese iberico.

La Galizia infatti ha dichiarato non valido il requisito di possesso del Green Pass per poter accedere ai bar, ai ristoranti e ai locali notturni in alcune zone della regione spagnola e lo ha fatto dopo che avevano già detto no i tribunali degli altri territori iberici, come l’Andalusia e la Cantabria. Nelle motivazioni della bocciatura il tribunale regionale galiziano ha spiegato che il governo della Regione non avrebbe sottoposto alla corretta valutazione dell’autorità giudiziaria l’ordinanza del 22 luglio scorso con la quale introduceva il  Green Pass obbligatorio in zone ad alto rischio di contagio. Un requisito, la valutazione corretta, indispensabile in quanto si tratta di una misura limitativa di diritti individuali.

Questo accade in Spagna, quarantasei  anni dopo la fine della dittatura di Francisco Franco. Accade che la libertà, anzi le libertà restino il perno di una democrazia anche con le paure dei contagi che assediano l’opinione pubblica. Anche in periodi di emergenza sanitaria infinita e dolorosa. Del perché l’Italia sul Green Pass insegua invece il modello bonapartista del francese Macron, questo resta ancora da capire.

Forse perché da noi è passato quasi un secolo – e non 46 anni – dalla marcia su Roma e dall’avvento del fascismo che ha sequestrato le libertà degli italiani. Anche se il fascismo per ridurle (e poi fotterle) non ha avuto bisogno di virologi che spiegassero in radio (la televisione non c’era) ogni giorno la bontà di una scelta come la Carta Verde ma ha avuto invece la durezza autoritaria di toglierle. E basta. Infatti ha scelto la camicia nera per tutti e non un Green Pass. Adesso, senza aspettare che i buonisti dei giornaloni mainstream ed antifascisti ci rinfaccino i paragoni con il Ventennio (rinfacciare, la cosa che gli riesce meglio da un anno e passa), un consiglio: su ciò che succede in Spagna l’Italia dovrebbe riflettere. In nome delle libertà.

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