In Corea del Nord? No, in Regione Lazio: droni in spiaggia per dare la caccia ai bagnanti con la febbre


Di Antonio Sbraga – Più che uno 007, il nuovo agente «Zinga-Spia» sarà più appropriatamente uno 0037: per misurare i gradi della «febbre del sabato mattina», infatti, sul litorale romano di Ostia sbarcherà il drone della Regione. Una sorta di «baywatch» anti-Covid, ma senza la tradizionale torretta d’avvistamento col binocolo dei guarda-spiagge che sbirciano dal bagnasciuga.

Gli occhi digitali di questi piccoli aeromobili a pilotaggio remoto zoomeranno, invece, dalla costa, fino sopra la fronte degli «spiaggiati», che però potranno restare placidamente sdraiati sulla sabbia. «Il drone viaggerà a un’altezza non inferiore a 25 metri dal livello dell’acqua e a una distanza non inferiore a 30 metri dalle persone – spiega l’Asl Roma 3 – Il controllo delle temperature avverrà in modo automatico da parte del dispositivo Ostia sulla spiaggia».

Il volo di ricognizione avrebbe dovuto perlustrare le spiagge di Ostia già da domani, ma un’allerta-meteo ha fatto saltare i piani di volo in extremis: «A causa delle cattive condizioni meteorologiche previste per il fine settimana, ci vediamo costretti a rimandare le attività di sperimentazione col drone sui Lidi di Ostia, previste per sabato 4 e domenica 5 Settembre. Sarà nostra cura informarvi per la nuova programmazione», assicura l’Asl Roma 3.

All’azienda sanitaria del litorale romano era già tutto pronto per la prima perlustrazione di 5 ore, dalle 11 alle 16, col bis domenicale. Il monitoraggio dei dati verrà seguito da terra e, «ogni qualvolta il drone rileverà una persona con la febbre, partirà l’identificazione mediante l’allerta al servizio medico di sorveglianza di supporto che segue le operazioni – spiegano dall’Asl Roma 3 – Una volta arrivata sulla spiaggia, la nostra equipe proporrà alla persona di fare ulteriori accertamenti, anche mediante un tampone».

E se il malcapitato rinuncia di sottoporsi agli accertamenti? Non è dato sapere, ma l’azienda sanitaria definisce «futuristico» questo progetto sperimentale che, garantisce, «verrà eseguito nell’assoluto rispetto della privacy: le persone che non faranno registrare aumenti della temperatura non verranno assolutamente identificate. Ma, per evitare il contagio durante una pandemia, soprattutto tra i tanti asintomatici, riteniamo che serva far ricorso a tutto l’ausilio che la tecnologia ci mette a disposizione».

Ma l’annuncio del doppio «sbarco», però, è stato accolto con tanta ironia mista ad incredulità e sarcasmo sui canali social dell’Asl: 51 i commenti in poche ore. «Ma è uno scherzo? Vi prego, ditemi che hanno violato la pagina dell’Asl Roma 3», ha scritto Roberta Nicolini, facendo riferimento all’attacco hacker che il 31 luglio ha disabilitato la rete informatica della Regione Lazio. «Se il drone è in grado di farlo, mi potrebbe prenotare un elettrocardiogramma, che sono mesi che il numero verde risponde che le agende sono chiuse?», chiede sarcasticamente Maria Grazia Conti.

«Non imbocchiamo anche a questa – avverte Luciano Pelliccia – si rischia il terrapiattismo di ritorno». E Francesco Zuffa scrive senza mezzi termini: «Mi chiedo cosa sia questa idiozia: non potevate spendere i soldi in altra maniera?». Ma l’Asl Roma 3 sul versante dei costi ci tiene a rassicurare i contribuenti: «Non spenderemo nulla – conclude l’azienda sanitaria – Il progetto ci è stato offerto in via gratuita e promozionale».

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