Il terrorista comunista Cesare Battisti fa ancora i “capricci”: si sente solo in carcere, vuole compagnia


Di Monica Pucci – Il cibo non era adeguato alle sue abitudini di latitante internazionale cresciuto e coccolato dalla sinistra sulle spiagge brasiliane. Ma dopo la protesta per il menu poco appetitoso servito in cella, Cesare Battisti, il terrorista comunista macchiatosi di crimini atroci e recentemente estradato dal Brasile, ora contesta anche il suo isolamento. Vuole compagnia, in cella, e ha chiesto ai suoi avvocati di rivolgersi alla Procura di Roma per contestare il regime in cui è detenuto nel penitenziario di Massama, ad Oristano.

Gli ergastoli di Cesare Battisti

Cesare Battisti, nella prigione della Sardegna, deve scontare i suoi ergastoli, ma non in isolamento, secondo il suo legale, regime che in base al provvedimento emesso dalla Corte d’assise d’appello di Milano nel 1993 sarebbe dovuto durare solo sei mesi.

Una settimana fa l’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) aveva chiesto analisi mediche per verificare il suo stato di salute, a rischio, secondo i suoi legali, a causa dei piatti forniti nel penitenziario dove è recluso dopo l’estrazione in Italia avvenuta poco più di un anno fa.Evaso dal carcere di Frosinone nel 1981 dopo essere stato condannato a 12 anni in primo grado per banda armata, è stato condannato in seguito in contumacia all’ergastolo[, con sentenze passate in giudicato, per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso con altri. Ha ricevuto asilo fuori dei confini italiani come rifugiato politico e ha svolto l’attività di scrittore di romanzi.Leggi la notizia su Il Secolo d’Italia 


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