Il sindaco dei migranti Leoluca Orlando finisce indagato per aver falsificato il bilancio comunale e gonfiato i crediti


C’è anche Leoluca Orlando tra gli indagati dalla Procura di Palermo in un’indagine su presunti falsi nei bilanci comunali. L’ipotesi di reato nei confronti del sindaco di Palermo è di “falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico“. Nel mirino delle indagini della guardia di finanza sarebbero finite numerose irregolarità nei bilanci di quattro anni, dal 2016 al 2019. Tra gli indagati risultano esserci anche altre 23 persone tra ex assessori, dirigenti e capi area comunali. Per il momento non ci sono commenti da parte del primo cittadino, a quanto appreso dal suo staff. A luglio 2021 Orlando ha aderito al Partito democratico, sancendo il ritorno tra le fila dem.

L’inchiesta

Alcune irregolarità riguarderebbero le previsioni di entrate sovrastimate che, stando alle contestazioni, sarebbero state inviate alla Ragioneria generale “inducendo in errore il Consiglio comunale di Palermo e determinandolo ad adottare la deliberazione con la quale veniva approvato il bilancio di previsione“. Sotto la lente di ingrandimento sarebbero finiti pure i numeri relativi ai crediti del Comune verso le partecipate.

Quanto ai debiti del Comune verso l’Amat, l’azienda comunale trasporti, si legge che sarebbero stati “quantificati falsamente in soli 197mila euro, per l’anno 2016, a fronte di crediti della società pari a 8 milioni 890 mila euro“. Le risultanze delle indagini della guardia di finanza avrebbero messo in luce altre irregolarità: ad esempio a fronte di un saldo finale tra entrate e spese per l’anno 2016 indicato in +55 milioni di euro […] vi sarebbe stato un saldo reale negativo per meno 35 milioni di euro […] “celando il mancato rispetto del pareggio di bilancio da parte del Comune“.

Tra i capitoli delle accuse figurano quelle sui bilanci di previsione e sui rendiconti di gestione. Su La Repubblica si legge che a Orlando sarebbe stata contestata anche una direttiva del 18 giugno 2018 “per avere in un atto pubblico facente fede fino a querela di falso quale la direttiva del 18 giugno 2018, protocollo numero 911925, esposto dati falsi ed in particolare riportato crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le società partecipate inferiori rispetto a quelle reali“.

La Lega va all’attacco

La notizia ha ovviamente provocato le prime reazioni del mondo della politica. All’attacco è andata la Lega che, pur rispettando il lavoro dei giudici a cui spetterà stabilire le eventuali responsabilità penali per le presunte irregolarità nei bilanci, chiede di procedere nella direzione per votare la sfiducia: “O si è con Palermo o si è con Orlando. O si firma e vota la sfiducia o si è contro la città“. Anche perché appare evidente la presenza di un problema tutto politico “nel momento in cui il Comune si avvia al dissesto finanziario ed è già da tempo in totale dissesto funzionale“.

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