Il “rutto” di Saviano e Jebreal in difesa dei terroristi di sinistra: “Ecco il regime fratellista…”


Da Il Giornale Roberto Saviano torna ad attaccare Giorgia Meloni. Il motivo? Quanto accaduto martedì a Palermo in occasione del comizio della leader di Fratelli d’Italia.

Proteste scontri con la polizia a margine dell’appuntamento elettorale in piazza Politeama, dove gruppi femministi e associazioni per i diritti civili si sono recati per manifestare contro la politica capitolina. L’ennesimo assalto della sinistra radical chic, se contiamo anche il j’accuse di Rula Jebreal, sempre in prima linea per denigrare il centrodestra e i suoi leader.

Gli scontri a Palermo

Un episodio ricco di tensione, l’ennesimo di questa campagna elettorale. Come reso noto dalla questura palermitana, un agente è stato raggiunto al volto da un pugno sferrato da uno dei manifestanti. Ma non solo: un manifestante anti-Meloni è stato bloccato dopo avere lanciato una bottiglia nei confronti delle forze dell’ordine.

Ma la gestione delle forze dell’ordine è stata biasimata senza mezzi termini da Saviano: a suo avviso, quanto registrato in piazza Politeama è un primo assaggio di quello che potremmo registrare dopo le elezioni.

“Ecco, iniziamo a vedere come sarà la gestione del dissenso sotto regime fratellista, l’affondo dello scrittore su Instagram. Saviano ha condiviso un video degli scontri tra polizia e manifestanti, rimarcando: “Meloni va a Palermo e pacifici manifestanti vengono circondati e manganellati senza alcuna ragione. Quale la loro colpa? Esprimere dissenso? È vietato? Da quale legge democratica?”.

Saviano stroncato sui social

La stoccata di Saviano ha acceso il dibattito sui social network. La posizione dello scrittore è stata fortemente criticata da diversi utenti. “Fazioso” e “incoerente”, le accuse principali. Molti hanno espresso solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine, ponendo l’accento sulle provocazioni dei manifestanti, i primi a sfoderare atti violenti.

Ma c’è anche chi ha ricordato che né la Meloni né nessun altro esponente del centrodestra può essere accusato di quanto accaduto. “Fino a prova contraria il ministro dell’Interno è la Lamorgese”, la precisazione contenuta in numerosi tweet.

Come già anticipato, l’affondo di Saviano contro la Meloni è solo l’ultimo di una lunga serie. Dello stesso tenore, inoltre, le accuse arrivate da Rula Jebreal. Non nuova a simili attacchi, la giornalista ha evocato l’immarcescibile pericolo fascismo“I dittatori fanno il tifo per Giorgia e brinderanno, il prossimo 25 settembre, in caso di vittoria di Fratelli d’Italia e della destra”. Appuntamento al prossimo arrembaggio.

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