Il punto di rottura è vicino, la base grillina spinge per staccare la spina a Draghi. Cresce il pressing su Conte


Da Il Tempo – Prende sempre più potenza la forza centrifuga all’interno del Movimento 5 Stelle che vuole l’uscita dal governo in favore di un appoggio esterno all’esecutivo di Mario Draghi, o perfino un’opposizione tout court.  Dopo la tre giorni di Beppe Grillo a Roma nella galassia grillina cresce la spinta sui vertici perché si proceda in questa direzione se il Movimento non sarà in grado di incidere sull’azione di governo.

Le indiscrezioni sono continue e le condizioni affinché Conte esca dal governo si fanno di ora in ora più concrete. In testa c’è la volontà di Draghi di chiudere l’esperienza del  superbonus 110% edilizio che tante distorsioni ha creato. Secondo un retroscena dell’Agi “diversi senatori” lo hanno detto ieri a Grillo e a Conte illustrando la via d’uscita dell’appoggio esterno. Ma c’è chi non è d’accordo anche perché si rischia di rompere l’alleanza con il Pd.

Il vicepresidente del gruppo alla Camera, Luigi Gallo, ha riservato parole di fuoco sul premier e sull’indiscrezione secondo cui avrebbe chiesto a Grillo la testa di Conte. “Operazioni di palazzo a tutela dell’elite, ecco cosa significano le indiscrezioni su Draghi, che sta agendo fuori dal mandato che ha ricevuto da Mattarella. Il M5s resterà la forza che tutela i cittadini”, scrive su Twitter.

Beppe Grillo, viene riferito, non vorrebbe ’mollare’ l’esecutivo, ma gli avrebbero fatto presente che ci sono situazioni che non si possono continuare a sostenere. Chi stabilirà la linea? Da statuto, rispondono fonti M5s, è il presidente del Movimento, non il garante. “Credo che non ci sia una volontà del Movimento di uscire dal governo, ma che ci sia una spinta verso il Movimento per farlo uscire”, dice Stefano Patuanelli, parlamentare del M5S e ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ad Agorà Estate Rai 3.

“Non posso pensare che il presidente del Consiglio abbia come volontà quella di far uscire una forza della sua maggioranza dal governo. Sicuramente non è un governo che si possa reggere sulle scissioni e le fibrillazioni che ci sono in questi giorni hanno come madre e padre, genitori, la scissione che ha fatto Luigi Di Maio. Quindi è quella forza politica nuova che ha creato e sta creando fibrillazioni nel governo”.

L’ipotesi di un appoggio esterno al governo “non è all’ordine del giorno. Attendiamo comunque delle risposte da parte dell’esecutivo, e soprattutto da parte del presidente del Consiglio Draghi, su una serie di temi che interessano ai cittadini: parliamo di caro prezzi, inflazione, superbonus, salario minimo. Queste sono le priorità del M5S”, dice invece all’Adnkronos il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e braccio destro di Conte. Turco conferma la “forte pressione” da parte  di molti esponenti grillini e attende le risposte del governo.

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