Il presidente siriano Assad: “Trump? È il miglior presidente degli Usa. Ad altri hanno dato il premio Nobel”





Di Eugenio Palazzini – Roma, 1 nov – Donald Trump? E’ “il miglior presidente degli Stati Uniti”. A dirlo, decisamente a sorpresa, è stato Bashar Assad durante un’intervista trasmessa dalla tv siriana. Possibile che il nemico numero uno di Washington, colui che proprio l’attuale presidente americano non stentò a definire “un animale” e al contempo “una persona diabolica molto negativa per il generale umano”, abbia espresso realmente un giudizio positivo nei confronti di Trump? Quella di Assad è con tutta evidenza una provocazione, che non mancherà di generare vari cortocircuiti internazionali.

Non a caso il leader siriano ha specificato: “Non è un buon presidente per via delle sue politiche, ma perché è il più trasparente. Vari presidenti americani hanno commesso errori politici e crimini, e hanno pure ricevuto un premio Nobel per questo”. Chiarissimo il riferimento al predecessore di Trump, quel Barack Obama che venne premiato con il Nobel per la Pace salvo poi sostenere l’intervento bellico prima in Libia e poi in Siria. Altrettanto lapalissiano il riferimento alla “trasparenza” dell’attuale presidente Usa, che secondo Assad almeno non si nasconde dietro ipocrisie buoniste.

Un nemico trasparente

“Trump dice ‘vogliamo il petrolio’, ‘vogliamo sbarazzarci di una determinata persona’, ‘vogliamo fornire un servizio in cambio di denaro’ e questa è la verità. Questa è la politica degli Stati Uniti. Cosa c’è di meglio di un nemico trasparente?“. Così il leader siriano ha fotografato la politica estera di Washington, con Trump decisamente imprevedibile visti gli umorali quanto repentini cambi di paradigma, ma senz’altro coerente per quanto riguarda l’atteggiamento aggressivo e sbruffone. Un modus operandi diametralmente opposto rispetto a quello del predecessore di Obama, osannato dai media di mezzo mondo per il suo umanitarismo ma sempre pronto a scatenare conflitti.

Un “califfo” hollywoodiano?

Assad ha voluto poi chiarire che la Siria non ha avuto alcun ruolo nell’uccisione del “califfo” al Baghdadi, mostrandosi piuttosto dubbioso riguardo all’annuncio americano. Secondo il presidente siriano, il leader dell’Isis: “E’ stato veramente ucciso? O è stato ucciso in un altro modo? È stato rapito? Nascosto? Oppure è stato soltanto messo da parte ed è stato sottoposto a una plastica facciale?”, si è chiesto ironicamente Assad.

In ogni caso, ha poi detto, “al Baghdadi è un personaggio che può essere rimpiazzato in ogni momento” e “la politica americana non è diversa da Hollywood. Si basa sull’immaginazione”. Quindi “al Baghdadi sarà ricreato con un altro nome, con un altro personaggio e persino l’Isis può esser ricreato sotto un altro nome con lo stesso obiettivo“. Perché “il regista di questi film è sempre lo stesso: gli americani”.

Di Eugenio Palazzini

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