Il post vergognoso delle Sardine: “Altro che coronavirus, il virus più insidioso è il ‘fassismo’ e il razzismo”




di Giacomo Fabi – Sarà perché giovani e forti, ma alle Sardine il Covid-19 ci fa veramente un baffo. Anzi due. Già, che sarà mai questo animaletto per gente come loro abituata a misurarsi contro l’unico virus capace – quello sì – di infettare irrimediabilmente popoli e contrade, donne e uomini, vecchi e ragazzi: quello del fascismo. Meno male che ci sono loro, le Sardine, a ricordarci i veri pericoli che minacciano l’umanità. Il morbo infuria? È niente rispetto ai profughi in rotta e ai migranti in mare. Ecco le vittime della pandemia fascio-razzista. E guai a noi, ipocriti benpensanti, che a momenti ci facevamo dirottare l’anima e il corpo sui soli morti da coronavirus. Ieri in Cina, oggi in Italia, domani certamente in tutto il mondo. Una strage.

Post di “6000 Sardine”: «Il Covid-19 non ci faccia dimenticare il razzismo»

Ma per Santori e compagnia quisquilie, pinzillacchere, pampuglie al cospetto del bilancio prodotto dal virus in orbace, il solo da cui liberarsi. «E senza perdere tempo», intima un post di “6000 Sardine” che spopola su Facebook. Perché «contro questi virus striscianti non possiamo affidarci alla Scienza, bensì dobbiamo esserne noi gli anticorpi». In alto le tastiere, dunque, e tutti a inneggiare all’umanità dolente sulle note di Bella ciao. Questo sì che è altruismo. Che mortificazione per noi che ce ne stiamo incollati davanti alla tv in attesa di raccogliere una briciola di speranza puntualmente vanificata dalla lugubre giaculatoria a base di italiani morti e contagiati. Che schiaffo morale per noi che a stento restiamo a ciglio asciutto mentre scorrono le immagini del mesto carico di mezzi militari incolonnati in direzione del forno crematorio con a bordo il loro carico di morte e di dolore.

Il terrore che l’epidemia faccia perdere visibilità al movimento

Dev’essere proprio vero che il fascismo ci ha infettati. Piangiamo le nostre vittime mentre neppure un singhiozzo tiriamo al pensiero dell’umanità dolente. Meno male che ci sono loro, le Sardine, a ricondurci sulla retta via. E poco importa se il loro delirio è dettato dalla paura di dover abbandonare proprio ora, au passo dal diventare star da talk-show. Insomma, si perda tutto, persino la faccia, ma non la visibilità. Soprattutto perché, morto un virus, se ne fa sempre un altro.

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